martedì 15 gennaio 2013

The Walking Dead - cosa ne penso

Ho provato a guardare la prima puntata del telefilm L'Invasione dei Professori del Liceo Classico senza mai aver letto il fumetto e mi è piaciuta ma non mi ha esaltato particolarmente.
La prima metà della puntata fa cacare sotto perchè non succede un cazzo, proprio calma piatta, tu ti aspetti che succeda chissà quale macello appena qualcuno gira un angolo (cosa che succede prima dei titoli di coda) e... e invece continua a non succedere un cazzo.
Poi dopo a un certo punto ingrana.
Solite riserve da horror, tipo "ma perchè se i sopravvissuti hanno capito che gli zombie vengono attirati dai rumori, quando devono aprire una porta antincendio lo fanno con un fragoroso calcione?" o "ma com'è possibile che in ogni storia di zombie i protagonisti pur vivendo in quest'era della comunicazione di massa non sanno uno zombie cosa sia e cadono immancabilmente dalle nuvole? Insomma, questi vivono negli Stati Uniti d'America e non hanno mai visto un film di Romero?".
Ma alla fine che cos'è The Walking Dead?
E' un'indagine psicologica, una storia introspettiva che si propone di compiere un viaggio nel profondo delle radici dell'animo umano. Talvolta proprio in senso fisico. Che come ci risalgono gli zombie alle radici dell'animo umano, nemmeno Freud. Massì, le radici... quelle tra i reni e l'intestino...
Tutti hanno elogiato per questo tanto il fumetto quanto la serie tv.
Ora io non sono abbastanza competente in materia di date, e non posso essere certo di cosa sia venuto prima e cosa dopo, ma la storia che in caso di apocalisse zombie il vero nemico non è tanto il morto vivente ma l'oscurità dell'animo umano è l'ossatura di ogni storia di zombie che duri più di un quarto d'ora.
Per me, più che l'oscurità dell'animo umano (che se voglio mi leggo Conrad), in una storia di zombie c'è una cosa che interessa sopra tutte le altre. O meglio, non c'è.
LA FINE.
Ho visto film e ho letto libri e fumetti sugli zombie, e mai nessuno che spieghi come le cose vadano a finire (tranne Richard Matheson nel libro "Io Sono Leggenda"). Addirittura sono pochi quelli che riescono a raccontare anche come le cose inizino.
E ok coi misteri, però io qualche spiegazione, dopo anni di attesa, la voglio.
Come si risolvono le epidemie zombie?
Mi piace per esempio quando l'epidemia si diffonde in tutto il mondo e non solo in un'area circoscritta, perchè ciò conferisce alla storia un senso di opprimente ineluttabilità, la certezza che non puoi scappare a rifugiarti da nessuna parte, la condanna a una precarietà eterna.
Ma una volta tanto mi piacerebbe anche sapere come fanno (e se ce la fanno) i protagonisti a cavarsela. Se si trova una cura, se era tutto un sogno, se gli zombie muoiono da soli dopo un po', magari di fame, o perchè vanno proprio in putrefazione, se la razza umana sopravvive e se si, come...
Cose così.
Naturalmente stavolta l'errore è mio, se anche per una frazione di secondo ho pensato di trovare la risposta alle mie domande in una storia che va avanti dal 2003 e non vede la via di finire.
Perciò dato che la puntata non mi ha dato niente di nuovo e visto che se tanto mi dà tanto la storia tirerà per le lunghe e sarà ripetitiva, non credo che continuerò a vedere il telefilm.
Peccato.


lunedì 14 gennaio 2013

G.I. Joe e gli altri trailer



L'altra volta che uscirono al cinema i Gigio non me li cagai. 

Del resto i giocattoli Gigio sono troppo vecchi per me, e quando vidi il trailer pensai che il film fosse l'ennesima americanata d'azione che fra due anni ti rivedi su rete 4.
Invece poi succede che esce il trailer del seguito.




Che si chiama G.I. Joe: La Vendetta.
E già un sequel che me lo intitoli "la vendetta" mi fa simpatia, solidarietà e spacchio-nelle-mutande (le tre esse), che mi riprende l'antica prassi che era tanto prassi da essere diventata una barzelletta e non te lo aspettavi più che potessero chiamare il seguito di un film "la vendetta" e invece eccoti qua la vendetta di Topo G.I.Joe.
E cosa non è questo trailer!
STATO DELL'ARTE.
E' una spremuta di palle, una barretta al testosterone, un distillato di sudore maschile, una TAMARRATA PAZZESCA.
Ma soprattutto è un trailer che centra il punto del suo essere trailer, ovvero suggerire senza farti vedere, invogliare senza mostrare tanta di quella roba che ti fa passare la voglia di andare il cinema perchè hai la netta e affidabile sensazione che il film l'hai già visto tutto addirittura guadagnandoci in soldi e tempo.
Mette voglia di andare a vedere il film.
Mi ha infoiato più di Pacific Rim e Iron Man 3.
Questo perchè Pacific Rim mi ci gioco una gonade che è il nuovo Sucker Punch, e cioè quel mistone che a forza di voler mischiare tutto il mischiabile della cultura pop scimmiottando il Giappone e strizzarlo nell'arco di due ore, finisce per far cacare a spruzzo. E poi mi sta pure un po' antipatico, perchè ci vedo sotto della tirchiaggine: potevano spendere qualche soldo in più per comprare i diritti di Gundam e Godzilla e fare una cosa veramente arrapante con Gundam vs Godzilla e budget ameriCANO, e invece ti fanno il clone di plastica infima del robottone giapponese che compri sull'immancabile bancarella del marocchino alla fiera guidato dal tizio di Halo VS il mostro di Cloverfield. Che sembra un film della Asylum.
Megarobot versus Giant Pile Of Shit From Deep Below The Ocean.
E Iron Man 3... bellissimo. Trailer pieno di roba che piace.
Ma sinceramente, detto tra noi...
MI SONO SCASSATO I COGLIONI DI QUESTA MARMAGLIA DI SUPEREROI DEBOSCIATI CHE SI FANNO MALE, SI FANNO PESTARE, PERDONO, SBATTONO CONTRO LE COSE, GLI DISTRUGGONO LA CASA, LI AZZOPPANO, GLI CIULANO LA FIDANZATA, GLI AMMAZZANO IL GATTO, GLI ROMPONO L'ARMATURA, GLI TAGLIANO I CAPELLI NEL SONNO, GLI DISEGNANO I CAZZI SUL QUADERNO.
In questo 2013 probabilmente ci faranno vedere Superman che scivola sulla buccia di banana e che gli si strappa la calzamaglia sulla spaccazza del culo.
E a questo proposito MENO MALE CHE ARRIVANO I G.I. JOE, che per quanto pare che se la passino male, sembrano agguerriti e poco inclini al supererochecchismo introspettivo, che a loro ci piace sparare e fare i duelli di katana appesi al fianco della montagna, ci piace.
E poi c'è Bruce Willis col colesterolo alto.

Dovere di cronaca metto anche i trailer di Iron Man 3 e Pacific Rimming (Brazzers).




                                          




Ps: Trovo esilarante come questo post sulla roba maschia e tamarra segua quello su Tamako Market



sabato 12 gennaio 2013

Tamako Market - recensione

Lei è Tamako

Tamako Market è il nuovo anime invernale della Kyoto Animation, quelli di K-On!
Perchè ho guardato la prima puntata allora?
Perchè la mia ragazza esce pazza per K-On!
E K-On! non ha disgustato neanche me, che alla fine è carino, ma certe personagge sono talmente stupide e impedite che più che essere carine ti fanno montare il nervoso.
Però ad essere onesti, il chara design di K-On! (e quindi anche di questo Tamako Market) è bello, pulito e accattivante.
Insomma che scarico la puntata per vederla con la morosa e invece in una pausa da studio me la sono pappata da solo e...
BOOM!
Tamako Market salta fuori che è una figata pazzesca, la fiera del nonsense, l'anime moe di Maccio Capatonda, Gintama senza i samurai.
La storia sarebbe uno slice of life improntato su Tamako, figlia di un cuoco di mochi; e diciamo pure che l'appartenenza di quest'anime al genere slice of life è il motivo principale del risveglio del mio interesse, dato che superati i 20 anni mi sono abbastanza rotto i coglioni dello shonen medio.
Invece poi la life di Tamako contiene fioraie con un'inquietante voce maschile, uccelloni parlanti, cuochi di mochi rivali, uno pro tradizione e uno pro modernità, un imbranato che le fa il filo e altre stranezze...
L'uccellone parlante in particolare è un colpo di genio: si chiama Dera Mochimazzi.
Ripeto.
Si chiama Dera Mochimazzi.
Mochimazzi.
(Sto ancora ridendo).
E' spocchioso da morire e sostiene di star cercando una moglie per il suo principe. Ma è pure guardone e marpione.
E si chiama Dera Mochimazzi.
LOL.
La qualità video è Dera Mochimazzi.
No.
Volevo dire che la qualità video è eccezionazzi. Eccezionale. Mochimazzi.
Dai, una volta che lo senti non ce la fai a non continuare a dire Dera Mochimazzi.
Che a un certo punto della puntata ce lo domandano anche, a Dera Mochimazzi, di cambiare nome, che la parola Mochimazzi assomiglia a mochimazui, che vuol dire mochi che fanno schifo.
Ma lui con questa faccia risponde categorico:

E insomma che 20 minuti passano come se avessero uno zero in meno, e a uno viene voglia di portarlo fino in fondo questo anime. E infatti me lo vedrò tutto molto volentieri!
Di moe per ora ha molto poco: è un comicone e verso la fine succede anche qualcosa che ti pone le basi per sviluppi che con lo slice of life hanno ancora meno a che fare degli uccelli parlanti!
Bello bello bello!!!
Era da un po' che non ritrovavo un anime così carino!

Ps: incentivo per chi studia Giapponese: parlano in una maniera comprensibilissima quindi se trovate una raw, provate quella!

sabato 5 gennaio 2013

Emozioni Rockenrolle


"C'era una volta un ragazzo figlio di contadini, che si costruì la sua prima chitarra con le corde della zanzariera e i suoi genitori fecero i sacrifici per mandarlo a Chicago in cerca di fortuna. Quel ragazzo fece la storia.
C'erano una volta quattro eroi che con sette note ispirarono generazioni di musicisti. Che ora suonano emozionati davanti ai loro idoli, i quali a loro volta si emozionano fino ad alzarsi in piedi piangendo e applaudendo. Mentre il presidente degli Stati Uniti d'America canticchia estasiato le loro canzoni.
E vissero tutti felici e contenti."



Questa è la favola che vorrei raccontare a mio figlio. Una favola piena di valori non sempre buoni, ma di lacrime maschie, emozioni rockenrolle e tanta buona musica per regalare alla vita una degna colonna sonora.
E' un racconto che parla di vita, di passioni viscerali, di fantasia e di determinazione. Ed è a lieto fine.
E' bello quello che fa la musica rock.










mercoledì 26 dicembre 2012

The Amazing Spider-Man 700/ The Superior Spider-Man - SPOILER

Non durerà a lungo.
Peter Parker è morto (e non lo so con certezza ma scommetto che non è la prima volta). Peter Parker è morto anche qui e Peter Parker è l'Uomo Ragno ma ora in Ultimate è un negretto e in Amazing, che diventa Superior è il Dottor Octopus (nel corpo di Parker).
E non durerà a lungo perchè ci sono in giro troppi Uomiragni e troppi pochi Peter Parker.
Ma soprattutto non durerà a lungo per via dei film, che sono il vero motore che traina il fumetto americano.
Il pubblico che si affeziona alle pellicole prima di affezionarsi al fumetto vuole trovare Parker sotto la maschera, non vuole essere disorientato da Cicci Formaggi qualsiasi.
Dan Slott non so se farmelo piacere o no.
Come tanti mi sembra alla ricerca del sensazionalismo fine a se stesso.
Perchè sembra una cosa perentoria, è morto Peter Parker, ma alla fine se ben ci guardiamo che c'è?
C'è che Octopus ha trasferito la sua mente nel corpo di Parker ma Parker pur ospitando la mente del nemico ha conservato i suoi propri ricordi.
E ora Octopus nel corpo di Spiderman promette che farà il supereroe e non il supercattivo.
Quindi a uno con il corpo di Parker, i ricordi di Parker, i poteri di Spiderman e... si insomma, qualcosa di Doc Ock... cosa gli rimane esattamente di Doc Ock?
La storia nella quale tutto ciò capita è abbastanza intelligente, ma semplice che a tratti diventa ingenua. C'è sempre Octopus che qualsiasi cosa faccia Parker è una spanna davanti a lui. Pare che il cattivo riesca a prevedere anche moti istintivi spontanei che a Peter vengono sul momento senza nemmeno pensarci.
Finisce come finisce.
Mo Spiderman è Superior.
E a me tutta sta storia sembra solo un arzigogolato panegirico per giustificare una lettura un po' più violenta di un personaggio che è buono (un po' come Back in Black). Forse si sono resi conto che uno Spiderman che non mena e fa solo da spalla comica, in mezzo ai Vendicatori (che dopo il film sono il brand di punta alla Marvel) si perde un po'.
Di superiore fondamentalmente ha cinismo e cattiveria.. più, a detta del nuovo Superior Spiderman stesso un "genio ineguagliato" e una "sconfinata ambizione". Un po' vago, mi pare... voglio dire... anche Peter era un genio, e sinceramente questa cosa dell'ambizione non la inquadro... è già un Vendicatore, che vuole fare ora, il presidente degli Stati Uniti?
Mi sembra il solito finale a tarallucci e vino mascherato da rivoluzione come sanno fare in Marvel.
Si sente che non durerà.
Senza saperlo il buon Tomasi di Lampedusa aveva già inquadrato l'essenza del fumetto americano nel suo Gattopardo: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."
E nel frattempo la Marvel rassomiglia sempre di più alla politica italiana...


Ps: Ramos fa cagare, licenziatelo.

Pps: avete ottimi disegnatori italiani: fateli lavorare. 


sabato 8 dicembre 2012

Alien: parliamone...


Quando uscì Prometheus, Recchioni ne fece una recensione sul suo blog in cui non si capiva se lo stroncasse o se no. Era una recensione in cui fondamentalmente parlava di Alien perchè, oh, pare che effettivamente sono due film proprio uguali.
E Recchioni parlò di Alien in termini epici, metafisici, gigauberspacchionellemutande, hafattolastoriadelcinema.
Siccome Alien è uno di quei film che a casa mia mio padre skippa etichettandolo implacabilmente "patanata e puzza" ci sono un po' rimasto e me lo sono andato a cercare.
L'ho guardato.
E a parte che di tutta la filosofia che ci ha ricamato intorno un buono scrittore come Recchioni (a questo punto mi sento di pensare che sia stata motivata da una sorta di amore giovanile affine all'imprinting) non ci ho visto molto, il film è proprio scritto male. Ma male male.
Naturalmente non si può prescindere da tanti fattori che lo rendono comunque un film speciale, come ad esempio la particolare resa dell'ambientazione fantascientifica, meno positivistica e più distopica, il design degli ambienti e del mostro che hanno fatto storia, gli effetti speciali che nonostante risalgano al 79 ancora reggono il confronto con tante produzioni di oggi.
Ma resta che tolto tutto questo, la storia è scritta male.
Ogni storia ha i suoi punti focali, i suoi nodi fondamentali che conferendole delle svolte la fanno proseguire.
Bè, in Alien questi punti focali sono tutti delle gran cazzate. Tutti, senza esclusione di colpi.
Succede che una grossa nave spaziale cargo con un equipaggio di sette persone in sonno criogenico capta un segnale da un pianetino sconosciuto lungo il percorso, il computer di bordo identifica il messaggio come un sos e sveglia l'equipaggio, che quindi si ritrova sveglio in un posto dove non si sarebbe dovuto svegliare.
Il cargo atterra sul pianeta sconosciuto e tre tipi dell'equipaggio escono a vedere di capire cosa abbia potuto mandare il messaggio; apparentemente pur viaggiando nello spazio gli umani non hanno ancora incontrato tracce di vita aliena, quindi quando sti tre si imbattono in una nave spaziale che sembra un incrocio tra un pene e una ciambella ed entrandovi trovano i resti di un alieno fossilizzato io mi sarei aspettato pacchi di palese sorpresa ed entusiasmo che invece non ho visto (hanno tutti questa sorta di curiosità scientifico-analitica molto fredda e molto poco umana).
In compenso ho visto l'immagine che secondo me è quella di maggior impatto visivo dell'intera pellicola (ovvero quella qui sopra).
Succede che se per la prima metà Alien è un film geniale che ricorda anche un po' Kubrick, quando arriva il momento di introdurre la parte horror naturalmente cade vittima degli stilemi tipici del film horror di serie b (che oh, parliamone... qualcuno di voi conosce un film horror di serie a? sono sempre tutti di serie b) ovvero il classico bivio con la strada illuminata a sinistra e quella buia e tetra a destra e la tipa cretina che corre convinta in quella di destra rompendosi un tacco dodici, inciampando e finendo per terra.
Uno dei tipi vede una botola e scende, nella stiva della nave vede una nebbia azzurra  e un sacco di cose ovoidali. Si avvicina alle cose ovoidali e le stuzzica.
E proprio mentre io mi stavo chiedendo
"Naturalmente ora l'alieno infetta l'amico, e questo lo so perchè la scena dell'alieno che gli esce dalla pancia in sala da pranzo è celeberrima e l'ho già vista. ma se il tipo ha la tuta da astronauta l'alieno come cazzo fa a toccarlo e infettarlo?"
l'alieno effettivamente schizza fuori dall'uovo e si limona l'astronauta sfondandogli il casco.
Dici
"Bella merda, ora naturalmente lo lasceranno lì; voglio dire, l'amico ha il casco sfondato in un pianeta dove non c'è atmosfera ed ha una creatura aliena attaccata alla faccia: quale equipaggio di un astronave se lo riporterebbe dentro? Che trovata del cazzo..."
e invece se lo riportano dentro.
C'è un dialogo tra la protagonista del film/capitano temporaneo del cargo e l'ufficiale medico che sprizza assurdità da tutti i pori: quest'ultimo è fuori dalla porta della nave col capitano e il morto e si mette a litigare con la tipa dentro per rientrare col cadavere.
E motiva il suo voler rientrare col morto con un fantastico "POSSIAMO SALVARLO".
Un astronauta col casco sfondato in un pianeta senza atmosfera è un astronauta morto, l'ho sempre pensato. Ma a quanto pare sembra che nessuno dei personaggi venga sfiorato nemmeno lontanamente dall'ipotesi che il tipo possa averci lasciato le penne, dato che tutti parlano di lui come di un elemento ancora salvabile.
La tipa nella nave però ha un barlume di sanità mentale nel ricordare al medico che portare dentro il morto e l'alieno potrebbe comportare delle infezioni e mettere a repentaglio le condizioni di salute dell'equipaggio.
Insomma finisce tutto a tarallucci e vino, il morto lo portano dentro e senza neanche lasciarlo un po' in quarantena.
QUESTO E' COME L'ALIENO ENTRA NELL'ASTRONAVE.
Succedono cose e si arriva ad un altro dei punti focali della storia.
Il cadavere, opportunamente spogliato della sua tuta da astronauta e deposto in infermeria è stato studiato da medico e capitano ma non si capisce come mai, l'alieno non gli si stacca dalla faccia.
A una certa qualcuno passa di là e vede che il morto non ha più l'alieno in faccia.
Siccome l'alieno sembra essere in grado di sfondare caschi da astronauta e corrodere tre piani di astronave con una goccia del suo sangue acido sono tutti sull'allerta, sicchè APRONO LE PORTE DELL'INFERMERIA LASCIANDOLE APERTE E SI METTONO A CERCARE L'ALIENO SENZA ACCENDERE LA LUCE.
Fanculo alle infezioni, le porte le lasciamo aperte noialtri. E cerchiamo le cose al buio. Like a boss.
E quel che è peggio è che poco dopo l'ormai ex morto si rialza E NESSUNO PARE STUPIRSI DELLA COSA. Era senza casco in un posto senza atmosfera. Si rialza. Va tutto bene.
Naturalmente segue la scena dell'alieno che esce dalla pancia e se ne va che sembra il draghetto di Mulan e da lì nessuno lo rivede più se non prima di morire.
Eppure non si sa bene come, il negro dell'equipaggio se ne salta fuori dicendo che "è grosso!" (non avendolo mai visto se non allo stato embrionale) e qualcuno comincia di colpo a dire con un certo margine di sicurezza che l'alieno si muove nei condotti dell'aria (quando nessuno ce l'ha visto entrare).
Alchè il capitano della nave si introduce eroicamente nei condotti d'aria e la protagonista lo monitora con un affare che sembra una delle tavole della legge di Mosè con lo schermo di un Nokia 3310 e le funzioni di un Dragon Radar. Quando l'alieno si approssima al capitano, la tizia non fa altro che dirgli
"sta arrivando"
e il povero tizio si guarda intorno... che si vede da matti che l'attore era proprio lì che voleva chiedercelo, ma nella sceneggiatura proprio oh non c'era...
e la tipa continua a urlare
"sta arrivando, sta arrivando, sta arrivando"
E NESSUNO CHE GLI DICA DA DOVE CAZZO ARRIVA. E IL CAPITANO SI GIRA INTORNO FRENETICO, LO VORREBBE SAPERE. LO DOVREBBE SAPERE PERCHE' LA NORMALE REAZIONE UMANA DI FRONTE A UNA SITUAZIONE DEL GENERE SAREBBE DI CHIEDERLO, DA DOVE STA ARRIVANDO IL PERICOLO.
Che magari muore, però se sa da dove arriva intanto punta il lanciafiamme e magari lo arrostisce, almeno un po'...
Altra carne da macello va al macello fino alla scena finale in cui l'unica sopravvissuta si butta sulla scialuppa di salvataggio trovandoci l'alieno incastonato nel muro. Non si capisce se sia incastrato, se stia morendo, se stia dormendo, se stia cagando, se si stia riproducendo. Semplicemente è lì. Poi vabè, muore.
E questi fondamentalmente erano i nodi focali della storia, quelli che a una storia segano le gambe.
E dire che la prima parte del film non era per niente stupida... la parte che ho preferito è stata quella in cui parlavano degli sfruttamenti della compagnia: quelle rivendicazioni di stampo sindacalista degli operai dello spazio danno tanto. Creano background come poche altre cose, contestualizzano i personaggi, e così sai che quando muoiono muoiono come operai sottopagati.
Ora mi sono andato a prendere anche Prometheus. Così vediamo di parlare anche di quello...



sabato 10 novembre 2012

Skyfall


Skyfall è un bel film.
Se dovessi definirlo molto in breve direi che è moderno, al passo coi tempi, con tutto ciò che in bene e in male questo comporta.
Ha dialoghi graffianti che ricordano i telefilm all'ultimo grido della tv, ma meno spacconate di classe; ha più esplosioni e meno spionaggio; non ci sono Bond girl in senso stretto e manco i gadget che hanno fatto grande la saga, ma ci sono pur sempre tante strizzatine d'occhio al passato che i fan non mancheranno di cogliere (e i non fan le coglieranno su Wikipedia oh.).
E' un film d'azione denso di sparatorie e inseguimenti. Si viaggia relativamente poco: tre quarti del film si svolgono in UK tra Londra e la Scozia, mentre c'è una non lunghissima digressione in Cina. Le ambientazioni le ho adorate, ma sono poche rispetto allo standard vecchio di un Bond girandolone.
E a proposito di questo, voglio ribadire che questo film è totalmente in linea col canone dei film d'azione di oggi, quindi chi va al cinema aspettandosi le vecchie glorie di quando c'era Sean Connery torna a casa con un pizzico di delusione. Ma giusto un pizzico, che poi il film è bello, e con le sue continue citazioni del passato va a confezionare un perfetto regalo di cinquantenario alla saga.
Direi che la recensione la potrei finire qui, ma prima di terminare vorrei ragionare su una cosa.
Ultimamente, specie nei franchise lunghi con un eroe di quelli infallibili e implacabili come protagonista (e penso a Indiana Jones e Batman oltre che a 007) si riscontra questa tendenza come se la gente si fosse rotta i coglioni di vedere il cavaliere senza macchia che vince sempre e preferisse vedere il buono nel momento della sua vecchiaia, che vince (a stento) ma scivola sulla buccia di banana.
Ci può stare sta cosa dell'eroe vecchiardo...
Ma a me non fa impazzire tanto.
Io sono un tipo semplice: il mondo ha bisogno di eroi, e quando vado al cinema a vedere l'eroe voglio vedere il trionfo dei buoni sentimenti senza tante menate, voglio una botta di ottimismo, voglio che mi si ricordi che il buono alla fine vince sempre; non vado a vedere villarzilla, l'eroe lazzaro-alzati-e-cammina, la spia che ci se ne esce la dentiera e il vigilante con le stampelle.
Trovo che film del genere abbiano un'importante funzione, tipo la maieutica di socratica memoria, ovvero che aiutino la gente a tirare fuori il meglio di sè ispirandosi ai modelli propugnati dagli eroi. Vedere l'eroe azzoppato, vecchio e politicamente scorretto non è sempre così edificante per un'anima candida come me. Ogni tanto mi ci vorrebbe un ritorno alla vecchia spensieratezza per uscire dalla infinita trafila di cinemi cupi per forza.