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lunedì 24 giugno 2013

Qualche riflessione su Man of Steel



Quella che segue è un mio commento al post di Roberto Recchioni su Man of Steel.
(Rrobe invece di scrivere la recensione del film ha recensito il primo Superman cinematografico con Christopher Reeve e a fine post ha detto che Man of Steel semplicemente faceva cagare.)
Appartiene a quella serie di post di "mi piace quello che ho scritto, lo voglio tenere".
E quindi eccolo qua, il mio pensiero:



Ok, tu magari no, ma io per esempio non ho letto la recensione di Man of Steel nel post...
ho letto la recensione di un altro film, vecchio.

Non è la prima volta che Rrobe ricorre a questo espediente per esprimere il suo disgusto.
Solo che per me la cosa è sterile.

E lo è in primis, perchè "vecchio è bello" non è un assioma che tiene sempre. I gusti si evolvono, la tecnologia progredisce, tutto si trasforma.

In secundis perchè a voler continuare a confrontare le cose non ce le si gode: insomma, mica che Artemisia Gentileschi vale meno del Caravaggio perchè è caravaggista.

Ti dico, io sono un fan numero uno di Doctor Who, che peraltro credo essere la cosa migliore mai trasmessa dalle tv del pianeta.
Doctor Who compie 50 anni a novembre, e l'essenza dello show è il cambiamento, l'eternità attraverso la transitorietà.
Motivo fondamentale del perchè può fregiarsi di 50 anni di storia and still counting.
Sono talmente innamorato della serie che oltre alle stagioni recenti, mi sto guardando anche quelle vecchie, in bianco e nero, dagli anni 60 in poi.
Sono belle, ma non mi viene da dire che siano meglio di quelle odierne solo perchè sono vecchie.
E te lo dico da fan.
Sono lente, molto lente.
Per me hanno il loro fascino indubbiamente, e nonostante la lentezza mi piacciono. Ma volendo essere onesto con me stesso guarderei quattro volte la stessa puntata con Matt Smith piuttosto che sciropparmi più di una volta una puntata del 63 con William Hartnell.

I gusti cambiano, e sta a noi saperci adattare.
All'epoca del Manzoni gli intellettual(oid)i italiani discutevano del teatro in termini di fedeltà alle unità aristoteliche mentre in Inghilterra due secoli prima già avevano avuto Shakespeare.
Insomma, se non ti aggiorni e non stai al passo resti una vecchia cariatide arroccata sui tempi che furono, almeno secondo me.

Per intenderci, penso che una volta settati i nostri gusti su quello che c'è oggi non troveremo più molto di cui lamentarci...
Lo stesso discorso di Starbucks: cominci ad apprezzare Starbucks quando decidi che non entri da Starbucks per un espresso, ma per un frappuccino.
Bada bene che non sto parlando di accontentarsi.
Io sto dicendo che bisognerebbe essere consapevoli di cosa cercare.
Io per esempio in questo film cercavo un Superman possente, un design quasi etereo, degli scontri mozzafiato e un crescendo epico.
Ho trovato quello che cercavo? Si.
Il film mi è piaciuto.
Cercavo una bella storia?
Si e no. Si sa già che nel primo film del franchise di un cinecomic metà film se la mangia la genesi del supereroe, e la nascita di Superman la conosciamo tutti, quindi dai, non credo che seriamente qualcuno contasse di vedere qualcosa di nuovo o mai visto.
I film sui supereroi sono oggi quello che per la generazione di mio papà furono i western ieri.
Un genere, degli stilemi ferrei e inamovibili, trame lineari, pellicole che ne hai vista una e le hai viste tutte.
Il valore aggiunto, la cosa che ti spingeva a guardare un western piuttosto che un altro era quell'attore lì, quel regista là...
Infine, come tutti i generi, anche il western ha avuto le sue parentesi autoriali e i suoi capolavori (e che capolavori).
I film di supereroi non sono molto diversi: quello che ti spinge a guardare un film di supereroi piuttosto che un altro è quell'attore lì (in quel costume lì, con quei poteri lì), quel regista là; poi ci sono le parentesi autoriali (Batman, sia di Burton che di Nolan), i film che hanno osato un po' di più (Iron Man 3), e i suoi capolavori (questa poi è una voce personale, ma per me i primi due Spider Man, e i Vendicatori per esempio non si toccano).


Ps: fra 20 anni, i ragazzini che hanno 14-16 anni adesso probabilmente ricopriranno di un'aura di sacralità indiscussa questo Man of Steel, e il prossimo Superman cinematografico lo copriranno di merda perchè non è come Man of Steel. E' la ruota che gira.

Pps: conosco sia appassionati di fumetto, sia spettatori occasionali che hanno visto e apprezzato il film senza tante manfrine sui buchi di sceneggiatura... il mondo è bello perchè è vario a quanto pare...

sabato 22 giugno 2013

Man of Steel - la recensione


Man of Steel è una figata. Magari non un capolavoro, però mi è piaciuto. Ma tanto tanto.
L'intento era quello di prendere un supereroe come Superman, vecchio, ingenuo, quasi onnipotente e forse per i più superato, e renderlo appetibile al pubblico di oggi.
Si trattava di svecchiarlo.
L'operazione è senza dubbio riuscita: Henry Cavill mi ha fatto dimenticare Christopher Big Jim Reeve, con la sua interpretazione da Clint Eastwood dei supereroi.
Due facce fa, il suo Clark Kent.
Ma è anche una persona con le sue turbe, che si autoreprime da una vita per non sentirsi troppo diverso, troppo estraneo. Ci sta che un paio di emozioni le abbia soppresse.

Come dissi QUA, Superman non è molto simpatico a tanta gente, perchè quasi intimidisce con la sua semi-onnipotenza.
Se è vero questo, Man of Steel ha il grande merito di rappresentare un Superman senza mezzi e senza risorse, un eroe in erba, sia nella lotta contro il male, sia nella lotta contro se stesso, senza tirare fuori la kryptonite.
Da questo punto di vista è stata geniale la scelta dei cattivi, altri Kryptoniani, geneticamente alterati per essere soldadi, quindi avversari alla pari di Superman, ma con qualcosa in più.
Cattivi-non-cattivi, se vogliamo, perchè la loro programmazione genetica possiamo vederla anche come una sorta di deresponsabilizzazione... e sono cattivi con una pars construens: non vengono per distruggere, non sono ostili. Semplicemente scoprono un sopravvissuto della loro stirpe e vogliono ricostruire la loro terra natale.


Man of Steel è un film che si muove su due direttrici principali, il caso e la scelta.
Il caso è la nascita di Kal El, primo Kryptoniano a nascere naturalmente dopo secoli di programmazione delle nascite e modificazioni genetiche volte a creare individui adatti per un determinato ruolo e solo per quello, nella società kryptoniana.
La scelta è quella dell'identità, di una morale, di un senso di appartenenza, della parte dalla quale schierarsi.
E questo Superman è pieno di dissidi interiori, non sempre è capace di prendere una scelta, e quando la prende non sempre è quella giusta.
Non è infallibile.
Sbaglia e sbaglia di brutto, è naif, è un protettore ma non sempre riesce a difendere i suoi protetti e dagli altri, e da se stesso.
Del resto è un elefante in un negozio di porcellane chiamato Terra, che improvvisamente si è trovato costretto a ricorrere a capacità che a lungo aveva represso per paura che il mondo non fosse pronto per lui.
Poi subentra anche la categoria dell'ineluttabilità, e lo fa con un pugno allo stomaco.
Del resto non è per niente una storia ingenua questa, nè è buonista.
La gente muore durante l'invasione aliena (come in Avengers..), muore male, e muore per mano di assassini che si nascondevano dove non ti aspettavi. Non ti viene risparmiato niente, caro spettatore, e questa prassi credo sia figlia dei tempi moderni, perchè anni fa il lieto fine era molto più popolare.


Il film offre il fianco a qualche critica, me ne rendo conto: tanti flashback apparentemente buttati lì, in modo pretestuoso, la presenza ricorrente del defunto Jor El, padre kryptoniano del supereroe, il mancato approfondimento dei comprimari.
In realtà, nessuna di queste cose mi ha disturbato, e anzi, al contrario le ho molto apprezzate.
Nei flashback si raccontano delle sfaccettature della personalità di Clark; è come quando parli di te a un amico che conosci da poco, e per cercare di spiegargli chi sei ricorri al racconto di quella volta là con la ex, o quell'altra volta in vacanza, oppure ancora quella volta che ti hanno cazziato per bene e compagnia.
Le scene del passato di Clark sono istantanee della sua vita: io mi immaginavo lui di fronte all'album di famiglia, che scorrendo le foto rievocava le situazioni che vi erano immortalate.
Il ricordo della morte di pa' Kent ad esempio è quello che dà l'impronta al Clark tormentato, viaggiatore in fuga da se stesso, ma soprattutto al Superman di domani, quello del senso del dovere che travalica il sè ed è più importante di qualsiasi altra cosa.
Molti si sono lamentati che la morte di pa' Kent è stupida.
Non capisco perchè.
Del resto questo è un film sul caso, ed eccetto gli alieni che volano il resto è piuttosto realistico.
E nella vita reale non necessariamente il caso ti dà la possibilità di morire in maniera spettacolare, eroica o coreografica come succede al cinema. Nella vita muori, muori e basta. Ed effettivamente è molto più facile che si muoia da coglioni, così, per una serie di sfortunate coincidenze casuali.
Sinceramente non ce l'avrei visto a lanciarsi nel fuoco per salvare una bambina e riemergere in preda alle fiamme per poi stoicamente morire in piedi.
Lo stesso vale per quello che succede nel finale.
Il fatto che la battaglia tra Superman e Zod sia spettacolare è puramente incidentale. Non è colpa loro.
Se fossero su Krypton sarebbe una scazzottata da bar, ma sono sulla terra e casualmente riescono a volare ed emettere raggi dagli occhi.
La conclusione della battaglia, però, non è spettacolare. E' scevra di ogni superpotere. E' la conclusione sensata della loro rissa da bar.

La presenza di Jor El non mi ha disturbato, e quando ci ha provato ero comunque troppo assorbito dalla storia quindi non me ne sono fatto un problema. Quando poi viene spiegata, in effetti concordi che si, ci sta.

Il mancato approfondimento dei comprimari invece...
Se ne sono lamentati tutti.
Io no.
Perchè Superman è un personaggio titanico. E' lui l'unico personaggio del film. E così doveva essere.
Superman sarà colui che spingerà nuovi supereroi ad uscire allo scoperto, li ispirerà, diventerà un simbolo.
Non c'è posto per altri, in questo film.
Non si tratta del film di Lois Lane e non si tratta del film della famiglia Kent.
E' il film di Superman, e i personaggi non sono altro che maschere, pallidi aloni funzionali all'evoluzione, alla formazione di un personaggio che nell'arco di due ore passa dalla condizione di esule, a quella di operaio, a quella di dio inesperto.
Del resto quando mai in un film di supereroi i comprimari sono approfonditi? E non se n'era mai lamentato nessuno.
Insomma... avete mai visto una fidanzata di Spider-Man in un film? Non so voi ma io no, e mi è piaciuto lo stesso.
E poi sono sicuro che se anche avessero approfondito i comprimari, rubando tempo e attenzione alla figura di Superman, la gente si sarebbe messa a strillare che c'era troppo poco Superman (Iron Man 3 dice niente?).
Come le lamentele sulla troppa azione, quando il film precedente fece fiasco perchè di azione ce n'era troppo poca.
Il pubblico è una brutta bestia, che non si accontenta mai. Fanculo, il film se lo sai vedere ti prende, e ti prende tanto, e ti coinvolge emotivamente e ti strizza e ti strapazza e ti annichilisce e ti fomenta.


Gli effetti speciali sono un'eccellenza. La resa dei poteri è esattamente come te la immagini se là fuori ci fosse un Kryptoniano a combattere le forze del male.
Un plauso a chi ha disegnato i costumi: non potevano essere fatti meglio!
E parlo tanto delle armature dei Kryptoniani quanto del costume di Superman che è di una figaggine assurda. Tentativo di svecchiamento riuscito.
E poi i combattimenti.
I Combattimenti.
Mamma mia l'emozione di vedere come sarebbe stato un film di Dragon Ball se l'avessero fatto bene.
Non ho mai visto combattimenti del genere e probabilmente non ne rivedrò per un bel po', ma la maestria nella gestione dei movimenti, la regia pulita e per niente caotica anche quando sarebbe stato difficile farti capire cosa stava succedendo...
Oh mamma.
C'è anche Superman in posa da Saiyan nella foto sopra!
Mai visto niente di simile: le scariche di pugni, la supervelocità come se fosse un teletrasporto, il volo e gli scontri aerei, qualche vago accenno di arti marziali (sicuro Clark qualche film di Bruce Lee dovrà pur averlo visto!), la vista calorifica che non poteva essere realizzata meglio.
E poi Quella Scena. Quella che fin dal trailer mi ha fatto realizzare chiaramente quanto avrei amato questo film.
Superman che appoggia il pugno per terra, la ghiaietta che si alza, lui che prende il volo con tanta energia da creare un cratere nel terreno e il momento dopo è nello spazio.
BOOM!
Che fierezza, a momenti piangevo di commozione!



Poi insomma, Cavill è credibile come Superman.
Ha più tette di Lois Lane.
Ha il fisico di un autotreno.
E' possente, spesso, fiero, altero, regale, un po' -volutamente- Gesù Cristo.
In certi momenti ne ha dell'essere trascendente, in certi altri si erge monolitico, alto e svettante sul popolo terrestre con una grandezza che straborda dallo schermo e ti invade il cuore e ti riempie di orgoglio.
E poi sarà anche un po' un figlio di merda per i Kent, che non si comporta tanto bene l'omaccione, però il sorriso così caldo e spontaneo che fa (che è l'altra sua faccia. Dissi prima che due ne aveva...) solamente quando vede ma' Kent è qualcosa di bello, che conserva una traccia di pietà filiale, anche se viene presto soffocata dalla figura dell'uomo in fuga.



Infine il modo in cui Clark entra a far parte del Daily Planet l'ho adorato. Ha un sacco senso e corona il legame del personaggio con Lois Lane.



In definitiva, se non si fosse capito, Man of Steel mi è piaciuto da morire.
Mi ha fatto dimenticare tutta una serie di altri film di supereroi che ho visto negli anni e si piazza nel mio pantheon personale sul gradino numero 1 assieme ad Avengers, che li metto a pari merito perchè del resto sono due film di genere diverso anche se appartengono alla stessa macrocategoria.
Mi ha coinvolto un sacco, io mi sono lasciato raccontare la sua storia e lui mi ha ripagato.
I criticoni avranno sempre da criticare, e ci sarà sempre gente che andrà al cinema con l'occhio clinico pronto a vivisezionare i film e smontarli pezzo per pezzo attaccandosi a falle, mica-falle, errori e improbabilità. Non io. Non oggi.
Per me i brutti film di supereroi sono altri: Daredevil, Elektra, Ghost Rider, i Fantastici Quattro..
E comunque la si metta questo Man of Steel non è alla loro stessa stregua.

Non sono un critico cinematografico, però 10/10 gli do, perchè questo film mi è piaciuto di brutto!

martedì 18 giugno 2013

Sospensione dell'incredulità - un post sulla natura di Superman



E' in uscita il nuovo film di Superman, e certe cose me le aspettavo.
Lo hanno annunciato così tanto bello, così tanto bene, che era naturale che si facessero vivi dei detrattori.
La gente su internet sta raggiungendo livelli di prevedibilità tali da uccidere anche la soddisfazione del "lo avevo previsto".
E' il 2013, e c'è ancora gente che nel recensire Man of Steel esordisce criticando Superman per le mutande sopra alla calzamaglia.
Ne ho lette di tutti i colori, in special modo su Mangaforever.
Il Superman del 2006 non fece successo per via della poca azione che c'era nel film, a detta di chi l'ha visto.
Nel Superman di quest'anno l'azione c'è, e a quanto pare è tanta che la gente si lamenta che ci sia.
Mettetevi d'accordo!
Addirittura ho beccato uno che speculava sul perchè a Superman non gli si strappi mai il costume.
CHE DIAMINE.
Esiste un meccanismo mentale che si chiama sospensione dell'incredulità, e a forza di fare a gara a chi è più sagace ce lo stiamo dimenticando.
La sospensione dell'incredulità, altri non è che la tacita e vagamente inconscia accettazione da parte del fruitore di un'opera, dei pilastri che la reggono, dei contorni del suo mondo, delle regole che ne disegnano la realtà.
La sospensione dell'incredulità è quella cosa che se leggi di un mago in un libro fantasy ti tornano i conti, perchè è naturale, rientra negli accordi.
Superman... no, anzi, tutti i fumetti di supereroi sono decisamente ingenui, o almeno lo erano nel momento in cui sono stati concepiti.
La gente si ammazzava sui campi di battaglia, e onestamente non aveva tempo di riflettere sulle identità segrete protette da un paio di occhiali o puttanate simili.
C'era bisogno di eroi, di modelli che motivassero, di qualcosa in cui credere, di una speranza, non di farsi le pugnette.
La Meraviglia in una storia la vedi se ti abbassi al suo livello, se le accordi di credere in quello che ti racconta, e di farti catturare dalla sua magia.
Te la perdi se ti ergi a superiore. Non è una gara di intelligenza tra te e la storia, e se ti ergi a superiore non ne trovi una, di storia che ti soddisfi, perchè c'è un codice sottinteso ma fondamentale che chi legge/guarda segue, e chi non accetta di scendere a compromessi con una storia secondo tale codice è uno che bara.

Per cui, invece di sindacare su tutto, per godersi un personaggio come Superman non bisogna farsi prendere da troppe domande, bensì converrebbe semplicemente tornare un po' bambini.
Che poi...
Sinceramente di tutti i supereroi Superman non mi sembra molto improbabile in confronto a gente che tesse ragnatele, immortali con lo scheletro indistruttibile, umani normali che pestano robot a mani nude.
E se vai cercando il realismo nella roba dei supereroi sei un povero idiota; affanculo a leggerti una novella di Verga vai, tu e il tuo realismo, e a noialtri lasciaci la fantasia.

Superman.
Un supereroe che apparentemente oggi sta sul cazzo a tutti.
Perchè è onnipotente, perchè è americano coi valori degli americani.
Mo, sarò particolare io, però Superman mi pare tutto meno che onnipotente... insomma è pure morto.
Superman ha questi poteri:
-Salta molto in alto/ vola
-Ha una forza sovrumana
-Ha una vista calorifica/ a raggi X
-Supersensi
-Invulnerabilità (quasi)
Non so, ma non mi pare che sia capace di estrarre artigli dalle mani, roteare martelli di antiche divinità, dare forma tangibile a tutto ciò che immagina, allungarsi a dismisura, praticare la magia, diventare invisibile ecc.
Cioè, prendete un personaggio Marvel nemmeno di quelli più famosi, tipo Fantomex, e scoprite che riesce a fare più cose lui di Superman.
Cliccare per credere!
A me sembra che Superman abbia poteri definiti molto chiaramente, che non lasciano adito a dubbi, e non credo che lo sceneggiatore di turno per renderlo interessante debba per forza ritirare fuori la Kryptonite... insomma, se è uno bravo il fumetto te lo caccia buono...
La verità, alla fine, è che Superman è il primo e il più grande, quello con cui tutti devono fare i conti prima di misurarsi con tutti gli altri. E questo mette in soggezione.
Me, gli sceneggiatori e tutti quelli che dichiarano apertamente la loro antipatia per l'Uomo d'Acciaio.

Questa era qualche piccola puntualizzazione sul personaggio Superman e su quello che gli gravita intorno.
Poi guardo il film, e magari arriva la recensione.
Lo sto aspettando tanto!


venerdì 17 maggio 2013

Il Grande Gatsby - la recensione


Il Grande Gatsby in questa sua nuova incarnazione cinematografica è stato il primo film che ha reso visivamente un libro esattamente come me lo sono immaginato.
Uno di solito quando il film è tratto da un libro fa sempre i soliti commenti "che però il libro era meglio", "che hanno tagliato quella parte", "questo non c'era", "tizio era biondo"...
Insomma, mi stupisco anche io, ma mentre leggevo Il Grande Gatsby ho visualizzato lo svolgersi della narrazione esattamente nella stessa forma e nella stessa consistenza con cui si è dipanato sullo schermo.

E' fedele al libro dunque?
Si e no. Si perchè tutti gli snodi focali della storia sono perfetti e non lasciano spazio a riletture personali; sono talmente accurati da includere interi dialoghi direttamente presi dalle parole di Fitzgerald.
No perchè l'unica impronta che il regista ha voluto dare al suo film è il pretesto narrativo: la storia nasce quando Nick la racconta a un medico.
E' fedele o non è fedele al libro quindi?
E' bello, quindi chi se ne frega.

Il cast è spettacolare. Leonardo DiCaprio si riconferma come uno dei più grandi attori in circolazione, e sono contento, perchè alla generazione di quelli che come me erano piccoli quando si sciropparono l'ondata di fangirl di Leo all'epoca di Titanic, il buon DiCaprio era, educatamente, calato sul cazzo, fino a tre, quattro film fa. Invece è il Gatsby perfetto. E' lui. C'è un passo, nel libro, in cui si descrive il sorriso particolare di Gatsby, e Fitzgerald lo fa con perifrasi e aggettivi che sembrano messi alla rinfusa, ma che ti danno l'idea che quello di Jay Gatsby non fosse un sorriso ordinario.
Non riesci bene a figurartelo mentalmente, ma ti arrivano delle sensazioni, chiare.
DiCaprio mi ha fatto vedere quel sorriso. E con quello tante altre sfaccettature (l'imbarazzo, l'emozione, l'impazienza, la speranza, l'ottimismo, la determinazione) di un personaggio che dà il titolo all'opera ma che tutto sommato resta in ombra, protetto dai tanti interrogativi che continuano ad aleggiare intorno alla sua persona.
Gatsby è il tipo che più spiegazioni dà di sè, più diventa un personaggio enigmatico.
Daisy era oca e solare esattamente come me la figuravo, Tom fascista tutto muscoli e niente cervello, da buon antesignano di bulletto del liceo nella squadra di football, Myrtle me la immaginavo più racchia della gnoccolona che è nel film, Jordan è sensuale e altera addirittura meglio di quanto la immaginassi e Nick...
Sono volate un sacco di battute su Spider-Man.
Perchè Tobey Maguire resterà sempre l'Uomo Ragno, e anche un po' perchè, poveretto, ha proprio una faccia da idiota quel ragazzo, che non riesci a prenderlo sul serio quando recita: ti viene da sfotterlo.

Visivamente il film è di una potenza inaudita: botte di colori sgargianti alternati al grigiore cupo, abbondanza di tinte pastello che a tratti ricordano alla lontana certe scene di Edward Mani di Forbice, un bombardamento di stimoli visivi che restituisce una fotografia della New York ricca degli anni venti in uno stile che definirei quasi barocco.
Credo sia in assoluto il punto più forte del film, la resa visiva.
E lo dico pur sapendo bene quanto la storia sia bella e profonda; al libro mancava solo questo: una resa visiva estrosa, iperbolica, grandiosa, spumeggiante.

La colonna sonora è straniante ma azzeccata, a mio parere: artisti hip-hop e r'n'b della scena newyorkese capitanati da Jay Z hanno firmato una colonna sonora moderna, che spazia dai pezzi ballabili in discoteca a quelli con l'anima più soul (una bella cover di Back to Black di Amy Winehouse e una reinterpretazione soul di Dangerously in Love di Beyonce e Jay Z tra le altre), ma tutti legati da un leit motiv jazz, che dà vita ad una strana ma godibile ibridazione.
Sono pezzi che catturano lo spirito dell'epoca e lo reinterpretano in salsa moderna: è un nero che suona la tromba sulla scala antincendio mentre in sottofondo c'è l'ultimo tormentone del club.
Incredibilmente la cosa non stona.
Ma so che qualcuno storcerà il naso.

Quindi è un bel film insomma?
Certo che lo è. E dirò di più.
Verso la fine del film c'è una scena in cui Nick cammina su un pontile e fissa una luce verde al di là della baia.
Il colpo d'occhio di quella breve sequenza, con una fotografia così perfetta, dei colori così perfetti, un'atmosfera così perfetta, mi ha fatto pensare nell'arco di un istante a tutta una serie di film sugli Stati Uniti degli anni 20, dal Padrino a C'era una volta in America, che poi sono quei film che guardi e riguardi perchè sono entrati a far parte dell'immaginario collettivo; perchè sono capolavori.
Ecco, credo che questa incarnazione cinematografica de Il Grande Gatsby potrà un domani essere iscritta in questa peculiare categoria di film, di quelli che probabilmente riguarderei fra venti, trent'anni.

10 su 10. Non ho mica niente da recriminare, io, su sto film.



Ps: Può darsi, ma non ne ho la certezza, che mi venga voglia di scrivere qualcosa su Il Grande Gatsby romanzo. Niente di lungo, solo un paio di impressioni che tra la lettura del libro e la visione del film mi sono venute alla mente.

Pps: Ho appena scoperto che tra Tobey Maguire e Francis Scott Fitzgerald c'è una somiglianza inquietante.
E qui ripartono le battute su Spider-Man...




domenica 5 maggio 2013

Iron Man 3 e i film di supereroi



Iron Man 3 per me rappresenta uno spartiacque nel modo di fare un film di supereroi.
Il film infatti pare atipico rispetto ai precedenti due: poche scene con Stark in armatura, la mancanza di un nemico ben definito..
È un film che parla dell'uomo dietro l'armatura.
Che poi questo è il bello di un eroe come Iron Man, un malato terminale senza poteri che viene però reso invincibile dalla sua armatura tecnologica, metafora, forse, di un sognatore che si richiude a riccio nel mondo ideale delle sue passioni e dei suoi talenti che lo rendono eccezionale.
Del resto anche nel fumetto, Iron Man offre le sue storie migliori quando ci si concentra su Tony e i suoi demoni.
Ma in cosa risiede la differenza sostanziale tra questo e gli altri film di supereroi?
Bè, nel fatto che questa è la pellicola in cui si sono resi conto che quello dei supereroi non deve necessariamente essere un genere, ma un contenitore di generi.
(Onor del vero, il primo tentativo furono gli ultimi due Batman di Nolan, a mio avviso riusciti a metà).
Un tempo il fandom gridava alla fedeltà al fumetto, bravo stupido, e per via della diversità abissale tra i due media, l'unica cosa che ha ottenuto è stata una serie di film fatti con lo stampino dove cambiava solo il protagonista, e conseguente sdegno.
La linea migliore da prendere coi supereroi al cinema invece secondo me è quella di catturare l'essenza dell'eroe e inscriverla in un film di genere.
Per esempio Spidey si presterebbe a film adolescenziali vista la sua giovane età e l'appeal che ha sui più giovani; Cap invece è un personaggio che potrebbe essere protagonista di un film di guerra o spionistico, tipo Fullmetal Jacket o 007: è un soldato, ma anche un simbolo, potrebbe combattere i terroristi o portare a termine missioni in cui qualsiasi altro soldato fallirebbe; Hulk, per quanto ottuso, sta bene in un film introspettivo che ne analizzi la psiche: un po' Dottor Jeckyl e mr Hyde; Thor invece è un dio, e in quanto tale sarebbe bello approfondire la sua vita di Asgardiano piuttosto che di supereroe: mi piacerebbe vederlo roteare il martello in avventure fantasy di ambientazione vichinga o in mondi come la Terra Di Mezzo, tra castelli abbandonati, draghi e possenti guerrieri!
Iron Man 3 è un film d'azione, un po' tipo quelli che danno su rete4... Die Hard o Arma Letale per intenderci, o quelli coi vari Van Damme e Segal.
E il protagonista è un supereroe.
Piaciuto, anche se la scenetta post-titoli di coda è la peggiore da quattro/cinque film a questa parte.
Piaciuto.
Tanto.

domenica 10 febbraio 2013

Django Unchained - due parole su

La mia recensione di Django Unchained arriva tardi.
Questo perchè il film l'ho visto tardi causa altri impegni nell'ultimo periodo.
Perciò sarà una cosa un po' diversa rispetto a una classica recensione.
C'è chi lo ha descritto, chi lo ha criticato, chi ne ha rintracciato le varie citazioni, chi lo ha raffrontato con le produzioni precedenti del geniaccio Tarantino...
Non farò niente di questo: c'è chi appunto l'ha già fatto, e per il resto c'è google.
Mi limiterò a una veloce disamina su quello che per me è il mondo del cinema oggi.

L'industria cinematografica di oggi, come quella letteraria di cui scrissi tempo addietro, è ricoverata coi malati terminali e tira avanti solo in base a logiche di soldi e creazione di aspettative negli spettatori (che mo lo chiamano hype e fa figo).
Domandatevi, quanti film ultimamente sono stati pensati appositamente per il cinema, senza essere stati tratti da nient'altro o senza essere seguiti o prequel di altri film?
I cinema sono invasi da prodotti di qualità medio-bassa, basati sugli effetti speciali e su format di sicura presa sugli spettatori, insomma roba da non rischiare.
Libri che vendono bene hanno i loro film, TUTTI i fumetti hanno i loro film, ogni film diventa una serie, le serie durano all'infinito, talvolta i telefilm hanno dei loro film, anche le linee di giocattoli hanno i loro film.
La verità è che la logica del profitto senza dietro la passione ammazza la fantasia.
E quindi è finita l'epoca che andavi al cinema, sceglievi un film a caso e ti facevi stupire.
Ora sai già di che morte muori prima ancora di arrivare alla biglietteria, e lo sai grazie a tutte quelle sottili operazioni pubblicitarie atte a far filtrare le informazioni centellinandole a partire da mesi, addirittura anni prima dell'uscita di una pellicola: qualche foto scattata sul set, piccole anticipazioni sulla trama, trailer troppo scollacciati, anteprime del merchandising che svelano dettagli sul film, registi indiscreti, staff chiacchierone...
E io mi sono rotto di tutta questa ripetitività, di questa logica da videogioco, che si punta tutto sulla grafica e la trama la lasciamo a casa, questa sconosciuta.
Oggi un film lo si fa per non farsi scadere i diritti di un personaggio (Spider Man), per ribattere a una mossa della concorrenza (Justice League)... che non importa se fa cagare (Justice League) ma si deve fare per non essere da meno degli altri.
I film non li si fa più perchè c'è voglia di farli.
E quando un lavoro di creatività diventa un lavoro da timbrare il cartellino allora subentra una certa tristezza e la qualità ne risente.

Poi c'è Tarantino, che è un Autore con la A maiuscola, di quelli che dici che fa cinema d'autore.
E' quello che ha portato la cultura popolare, la rozzezza, la scurrilità e il postmodernismo nei salotti buoni del cinema, nei festival internazionali.
E' quello che tratta male i giornalisti ma siccome fa dei gran film non è che gli puoi dare la nota sul registro.
Tarantino ha questa sua tecnica particolare di saccheggiare a mani basse la cultura pop, ibridare generi e creare qualcosa di nuovo, pazzo, meraviglioso e coerente. Ma soprattutto bello.
Fa film originali lui, e quindi fa film che ti stupiscono, perchè non sai cosa aspettarti.
Aaaaaaah, la genuina meraviglia del cinematografò, che gusto che dà.

Questo Django è un western;
parla di schiavitù e di razzismo che potresti farlo vedere nelle scuole per il giorno della memoria, altro che ebrei, così i bambini si appassionano davvero alla questione e non la liquidano allo scadere dell'assemblea di istituto;
è anche una storia di vendetta come potrebbe essere un classico film di samurai anni 60.
Due cose avrei voluto vedere in questo film e non le ho viste:
Samuel L. Jackson o Jamie Foxx che recitano Ezechiele 25:17, e un cammeo di Bud Spencer e Terence Hill seduti in un saloon a mangiare fagioli, senza dire una parola.
Non ho trovato queste cose ma ho trovato altro, e il film è comunque un capolavoro.

Ma l'unica cosa che conta di questa quasi recensione, potete anche non leggere tutte le menate che ho scritto fin qua, è che si tratta di UN WESTERN, AL CINEMA, NEL 2013.
Potrebbe anche essere una merda, ma sarebbe pur sempre UN WESTERN, AL CINEMA, NEL 2013, e in quanto tale, sellate i cavalli e galoppate tutti quanti a vederlo, peste vi colga!


FIN




lunedì 4 febbraio 2013

L'uomo coi pugni di ferro - la recensione



Un signor film.
Tasso di tamarraggine: quello che ti si ferma di fianco al semaforo con i finestrini aperti e la musica a palla guardandoti con aria di sfida.
Tarantino non c'entra niente e c'entra tutto.
Non c'entra niente perchè non fa nè il produttore nè il regista nè la comparsata, a meno che non si sia travestito gran bene da cinese e io vista l'ora non me ne sono accorto, quel vecchio marpione. C'entra tutto perchè RZA ha adottato la tecnica di Tarantino e pure un po' le tematiche del regista e si è lanciato in una sua digressione personale sulla Cina classica.
Film notevole per diversi aspetti, primo tra tutti il fatto che il regista e ideatore della storia sia il rapper RZA dei Wu Tang Clan.
Secondo poi, perchè è uno dei pochi film originali per il cinema, non tratti da altro.
Terzo, perchè un film originale fatto bene lo doveva fare un rapper lo doveva fare, mica il regista famoso di turno (sottintendo un gioviale e nipponico baffankyuro ai vari Nolan, Cameron, Bay, Abrams).
RZA, vai e insegna agli angeli come fare il cinema.
La trama praticamente parla di...
Cast di attoroni: RZA nella parte di un fabbro negro nella Cina classica e nessuno si stupisce del perchè (che magari pensano che stando tanto a contatto con una fornace si diventi scuri).
Lucy Liu che fa la mignotta (tanto per cambiare. Si commentava ieri sera che con una certa sicurezza uno può affermare di ogni film, che c'è Lucy Liu che fa la mignotta e muore male. Spreco di fica asiatica ormai attempata).
Bautista il wrestler, del clan della tigre ("che lotta contro il male!"), che pratica un kung fu un po' legnoso e con le supplex, tutti lo scambiano per un cinese non so se per la stazza o per i tipici lineamenti fini da pittore di corte, e lui all'occorrenza diventa tutto di ferro. E, highlight del film, quando pompa i pettorali si sente rumore di sferragliamento. E lo spacchio scorre a fiumi.
Quella che fa ChiChi nell'aborto di Dragon Ball qua fa la mignotta. E io mi sono chiesto con rammarico perchè se tre quarti di questo film sono ambientati in un bordello non si veda neanche una tetta.
Poi c'è Russel Crowe nella parte del personaggio figo-Wolf-risolvo-problemi, che scopa come un coniglietto per tutto il tempo in cui non uccide la gente con il suo coltello rotante che spara shuriken e proiettili. Roba che ti vien voglia di cambiare la tua professione su facebook e metterci "da grande vorrei fare il Russel Crowe in questo film".
Insomma L'Uomo coi pugni di ferro ha di Tarantino la proverbiale spremuta di cultura pop: è un'accozzaglia di generi e stilemi disparati e trash rimescolati con sapienza per fare un film che piace.
E' la versione riuscita del tentativo miseramente fallito di quel poveretto di cui ho rimosso pure il nome che ha fatto Sucker Punch.
E' un sentito omaggio al cinema di arti marziali di Hong Kong (parlo come se a Hong Kong facessero altro cinema... me la immagino la storia d'amore del cinema di Hong Kong: due innamorati cinesi si baciano e volano sui tetti), ma anche al wrestling, allo splatter, al film di mafia, al rap di cui è composta tutta la colonna sonora, e all'intercultura nel senso migliore del termine. Ovvero di una cultura che entra dentro l'altra. Ovvero di Russel inglesecinico Crowe e R pugninellemani ZA che entrano nelle varie madame bocciolo.

Con i cammeo di:



Il maestro Splinter prima del fattaccio


la Perla Nera


Kung Fu Panda


Django


Il Genio delle Tartarughe



E non perdete il sequel: "Il coccodrillo come fa" (chi ha visto il film la capisce, chi no, si fotte)


lunedì 14 gennaio 2013

G.I. Joe e gli altri trailer



L'altra volta che uscirono al cinema i Gigio non me li cagai. 

Del resto i giocattoli Gigio sono troppo vecchi per me, e quando vidi il trailer pensai che il film fosse l'ennesima americanata d'azione che fra due anni ti rivedi su rete 4.
Invece poi succede che esce il trailer del seguito.




Che si chiama G.I. Joe: La Vendetta.
E già un sequel che me lo intitoli "la vendetta" mi fa simpatia, solidarietà e spacchio-nelle-mutande (le tre esse), che mi riprende l'antica prassi che era tanto prassi da essere diventata una barzelletta e non te lo aspettavi più che potessero chiamare il seguito di un film "la vendetta" e invece eccoti qua la vendetta di Topo G.I.Joe.
E cosa non è questo trailer!
STATO DELL'ARTE.
E' una spremuta di palle, una barretta al testosterone, un distillato di sudore maschile, una TAMARRATA PAZZESCA.
Ma soprattutto è un trailer che centra il punto del suo essere trailer, ovvero suggerire senza farti vedere, invogliare senza mostrare tanta di quella roba che ti fa passare la voglia di andare il cinema perchè hai la netta e affidabile sensazione che il film l'hai già visto tutto addirittura guadagnandoci in soldi e tempo.
Mette voglia di andare a vedere il film.
Mi ha infoiato più di Pacific Rim e Iron Man 3.
Questo perchè Pacific Rim mi ci gioco una gonade che è il nuovo Sucker Punch, e cioè quel mistone che a forza di voler mischiare tutto il mischiabile della cultura pop scimmiottando il Giappone e strizzarlo nell'arco di due ore, finisce per far cacare a spruzzo. E poi mi sta pure un po' antipatico, perchè ci vedo sotto della tirchiaggine: potevano spendere qualche soldo in più per comprare i diritti di Gundam e Godzilla e fare una cosa veramente arrapante con Gundam vs Godzilla e budget ameriCANO, e invece ti fanno il clone di plastica infima del robottone giapponese che compri sull'immancabile bancarella del marocchino alla fiera guidato dal tizio di Halo VS il mostro di Cloverfield. Che sembra un film della Asylum.
Megarobot versus Giant Pile Of Shit From Deep Below The Ocean.
E Iron Man 3... bellissimo. Trailer pieno di roba che piace.
Ma sinceramente, detto tra noi...
MI SONO SCASSATO I COGLIONI DI QUESTA MARMAGLIA DI SUPEREROI DEBOSCIATI CHE SI FANNO MALE, SI FANNO PESTARE, PERDONO, SBATTONO CONTRO LE COSE, GLI DISTRUGGONO LA CASA, LI AZZOPPANO, GLI CIULANO LA FIDANZATA, GLI AMMAZZANO IL GATTO, GLI ROMPONO L'ARMATURA, GLI TAGLIANO I CAPELLI NEL SONNO, GLI DISEGNANO I CAZZI SUL QUADERNO.
In questo 2013 probabilmente ci faranno vedere Superman che scivola sulla buccia di banana e che gli si strappa la calzamaglia sulla spaccazza del culo.
E a questo proposito MENO MALE CHE ARRIVANO I G.I. JOE, che per quanto pare che se la passino male, sembrano agguerriti e poco inclini al supererochecchismo introspettivo, che a loro ci piace sparare e fare i duelli di katana appesi al fianco della montagna, ci piace.
E poi c'è Bruce Willis col colesterolo alto.

Dovere di cronaca metto anche i trailer di Iron Man 3 e Pacific Rimming (Brazzers™).




                                          




Ps: Trovo esilarante come questo post sulla roba maschia e tamarra segua quello su Tamako Market



sabato 10 novembre 2012

Skyfall


Skyfall è un bel film.
Se dovessi definirlo molto in breve direi che è moderno, al passo coi tempi, con tutto ciò che in bene e in male questo comporta.
Ha dialoghi graffianti che ricordano i telefilm all'ultimo grido della tv, ma meno spacconate di classe; ha più esplosioni e meno spionaggio; non ci sono Bond girl in senso stretto e manco i gadget che hanno fatto grande la saga, ma ci sono pur sempre tante strizzatine d'occhio al passato che i fan non mancheranno di cogliere (e i non fan le coglieranno su Wikipedia oh.).
E' un film d'azione denso di sparatorie e inseguimenti. Si viaggia relativamente poco: tre quarti del film si svolgono in UK tra Londra e la Scozia, mentre c'è una non lunghissima digressione in Cina. Le ambientazioni le ho adorate, ma sono poche rispetto allo standard vecchio di un Bond girandolone.
E a proposito di questo, voglio ribadire che questo film è totalmente in linea col canone dei film d'azione di oggi, quindi chi va al cinema aspettandosi le vecchie glorie di quando c'era Sean Connery torna a casa con un pizzico di delusione. Ma giusto un pizzico, che poi il film è bello, e con le sue continue citazioni del passato va a confezionare un perfetto regalo di cinquantenario alla saga.
Direi che la recensione la potrei finire qui, ma prima di terminare vorrei ragionare su una cosa.
Ultimamente, specie nei franchise lunghi con un eroe di quelli infallibili e implacabili come protagonista (e penso a Indiana Jones e Batman oltre che a 007) si riscontra questa tendenza come se la gente si fosse rotta i coglioni di vedere il cavaliere senza macchia che vince sempre e preferisse vedere il buono nel momento della sua vecchiaia, che vince (a stento) ma scivola sulla buccia di banana.
Ci può stare sta cosa dell'eroe vecchiardo...
Ma a me non fa impazzire tanto.
Io sono un tipo semplice: il mondo ha bisogno di eroi, e quando vado al cinema a vedere l'eroe voglio vedere il trionfo dei buoni sentimenti senza tante menate, voglio una botta di ottimismo, voglio che mi si ricordi che il buono alla fine vince sempre; non vado a vedere villarzilla, l'eroe lazzaro-alzati-e-cammina, la spia che ci se ne esce la dentiera e il vigilante con le stampelle.
Trovo che film del genere abbiano un'importante funzione, tipo la maieutica di socratica memoria, ovvero che aiutino la gente a tirare fuori il meglio di sè ispirandosi ai modelli propugnati dagli eroi. Vedere l'eroe azzoppato, vecchio e politicamente scorretto non è sempre così edificante per un'anima candida come me. Ogni tanto mi ci vorrebbe un ritorno alla vecchia spensieratezza per uscire dalla infinita trafila di cinemi cupi per forza.

sabato 20 ottobre 2012

Ho imparato...



Ho imparato che i Led Zeppelin sono la band migliore di sempre e il caso è chiuso.
Ho imparato che il modo migliore per ascoltare la musica (se non l'unico che abbia veramente senso) è con l'impianto sonoro di un cinema che ti sfonda orecchie cervello e cuore.
Ho imparato che in effetti farei soldi se mettessi in piedi una sala cinema dove pagare un prezzo simbolico di euri due solo per ascoltare i grandi dischi della storia dell'uomino.
Ho imparato che Jason Bonham è bravo proprio come il babbo. Quel che si dice un figlio d'arte. Nel senso che Bonzo l'ha fatto ad arte.
Ho imparato che la vecchiaia ha il suo fascino, eccome se ce l'ha.
Ho imparato a distinguere chi suona per timbrare il cartellino e chi suona che proprio ci si trova, chi si diverte.
Ho imparato la sensazione delle fangirl moleste di Twilight che parlavano al vampiro nonostante fosse un riflesso su un muro. Se non altro perchè anche io saltavo sulla sedia, applaudivo e parlavo con Plant e combriccola.
Ho imparato la potenza di una musica che ti trascina talmente tanto da farti dimenticare che non sei a un concerto e la sofferenza di quando torni coi piedi per terra, e col culo sulla poltrona, e con la mano sui pop corn, e...
Ho imparato che ho una morosa stupenda, se non altro perchè spende dieci carte per farmi compagnia all'evento nonostante abbia mal di testa e le interessi poco, e che si accontenti di farsi coccolare e strapazzare da un moroso entusiasta che poi sarei io.
Ho imparato la lezione che i Led Zeppelin hanno dato alle band minchia di oggi. Due ore piene di una lezione di vita che non mi scorderò in una scala da uno a Gianni Golfera.
Ho imparato che se il mercato del disco è in crisi è perchè non si fanno più i dischi di una volta, che se c'era qualche band che faceva un disco di portata storicomusicale come quelli degli Zeppelin, dei Pink Floyd, degli Stones, dei Beatles, dei Dire Straits e via discorrendo, allora si che me lo andavo a comprare altrochecazzi, mica me lo scaricavo. Forza Foo Fighters.
Ho imparato che grazie a Dave Grohl Page e JPJ hanno risuonato insieme per una sera, quindi grazie Mr Rock'n'Grohl, con la speranza di poter replicare la cosa (ed esserci).

Ma soprattutto, ho imparato una cosa.
Che Celebration Day dei Led Zeppelin è il film con la trama meglio scritta degli ultimi 20 anni.
E chi non si compra il bluray è jarusu puppu.

mercoledì 30 maggio 2012

Ultime frontiere del furto legalizzato

Chi becca la citazione e se li ricorda ha la mia stima eterna e una lacrimuccia di gioia!
REBOOT
Parola prepotentemente entrata nelle nostre vite di nerd, Reboot mi evoca qualcosa di sinistro.
Rebootare qualcosa (e quando italianizziamo il termine inglese vuol dire che ci siamo già talmente dentro fino al collo che la cosa è irreparabile) significa fondamentalmente azzerare e riiniziare da capo.

Esempio:
ho un nome importante legato a un’idea importante con un corpus di opere (letterarie, fumettistiche, videoludiche, filmiche) importanti/ingombranti alle spalle.
Vuoi perché non ho più idee, vuoi perché ho sputtanato il ben fatto, mi viene voglia di cancellare tutto e ricominciare da zero, ma siccome non sono abbastanza audace da tentare qualcosa di veramente nuovo lanciandomi nel vuoto, preferisco come sicurezza mantenere un nome vecchio e affidabile.
Pertanto chiedo espressamente agli avventori di fare finta di niente, dimenticarsi tutto quello che c’è stato prima e magari di credere anche che sia originale.

Casi Celebri:
Devil May Cry (videogame)
Tomb Rider (videogame)
Spider Man (film)
Batman (film)
Universo Dc Comics (universo fumettistico)

Per me:
Si tratta del sintomo di un calo qualitativo del prodotto che vai a fruire. Per quanto riguarda i film la prassi nasce da un’altra prassi, quella delle trilogie: Matrix, Signore degli Anelli, Bourne, Mission Impossible, Ocean’s, Uomini che odiano le donne, Transformers, L’era glaciale ecc.
Quando un film va bene sai già che uscirà una serie di tre. L’abitudine si è affermata ormai da una decina d’anni abbondante, ma se prima la trilogia era una garanzia su altri due guadagni potenzialmente buoni ora le trilogie stanno finendo e i nodi vengono al pettine. E le strade diventano due: continuare con altri film come Pirati dei Caraibi perdendo di credibilità o rebootare.
Io sono di quelli che non amano i film cacati per forza. Se c’è l’idea per un film bene, se lo devi fare per forza evita.
In definitiva per me il reboot è una presa per il culo nei confronti del fruitore.
(Ps: se sul trailer del reboot di Spider Man poi mi scrivi “una storia mai raccontata” mi sento doppiamente preso per il culo perché sono 50 che me la racconti sulla carta e una decina che lo fai su pellicola.)


In cui Benedict Cumberbatch è il drago Smaug.
SPEZZARE I FILM IN DUE
Si commenta da sé: l’abitudine di dividere in due un film che potrebbe perfettamente essere uno solo.

Esempio:
il libro da cui voglio trarre il film è di lunghezza medio-alta, oppure semplicemente non è uno da cui posso eventualmente trarre una serie.
Se una volta la prassi era sintetizzare e tagliare passaggi del libro che potevano essere evitati, oggi si tende a cambiare lo stesso qualcosa (perché pare che i registi siano tutti affetti dalla sindrome del “sono passato di qua e si deve vedere”) ma dilatando i tempi per farci stare dentro più roba in un film.
Risultato, un polpettone di ore quattro che viene diviso in due.

Casi celebri:
Harry Potter e i doni della morte (film)
The Hobbit (film)
Breaking Dawn (aborto)

Per me:
ma non solo per me, perché in fin dei conti è una verità oggettiva, il film diviso in due significa che costa 14 euro invece di 7 (se non è 3D) al cinema, 50 invece di 25 in dvd, e che si crea più hype e questo gioca a favore delle aziende produttrici.
Non molti post fa ho affermato che le aziende non si possono condannare più di tanto con la storia del “pensano solo ai soldi” e continuo a credere in questo; però c’è modo e modo di guadagnare e questo di spezzare i film lo trovo perverso e ingiusto. Guadagnerebbero tanto anche con un film solo.
Che ancora mi sto domandando perché The Hobbit, tratto da un libro con meno pagine de La Compagnia dell’Anello abbia un film in due parti (vabbè che di questo sono contento) quando il secondo era rientrato benissimo nel tempo di una sola pellicola…..


Anime e Novel ci stanno, altro no.
CATENA DI SANT’AKIRA (da me battezzata)
Prassi tipicamente giapponese che consiste nello sfruttare al massimo le potenzialità della multimedialità di un’idea.

Esempio:
ho un manga/anime/novel che fa successo? Allora prendo il manga/anime/novel che ha fatto successo e ne traggo gadget e prodotti in tutti i campi dello scibile umano:
videogiochi, action figures, cosplay, giochi di carte, anime e novel se si tratta di manga, manga e novel se si tratta di anime e anime e manga se si tratta di novel.

Casi celebri:
tutti i manga/anime/novel di successo.

Per me:
non sono totalmente contrario alla cosa ma riconosco la sua entità succhiasoldi. Solitamente se ho letto un manga o guardato un anime non reperisco la controparte che ho evitato. E tendo a cercare di approcciarmi per quanto possibile al medium originario nel quale la storia è nata: di Durarara!! e Madoka Magica non comprerei il manga perché sono nati anime, come di Naruto e Bleach leggo solo i manga.
(Refuso: Durarara!! è nato novel, ma siccome le novel in Italia non le hanno tradotte nemmeno a livello amatoriale, mi sono riferito a Durarara!! come un anime. Io in ogni caso ho la novel in giapponese e sto aspettando che il mio livello di giapponese mi permetta di leggerla senza problemi)


NOPE.
3D
Gli occhialini fastidiosi

Esempio:
i cinema non fanno abbastanza ricarico sulle pellicole? Ti fanno pagare gli occhialini anche 3 euro e non te li vendono, perché a fine proiezione li rivogliono indietro.

Casi celebri:
ogni cinema che abbia il 3D

Per me:
fino a prima di The Avengers non servivano a un cazzo, e infatti ho tentato accuratamente di evitare il 3D per quanto possibile. Il prezzo è troppo alto e troppo immotivato.

Bel gioco, ma non spenderei 50 euro per due boss e un filmato che posso vedere su Youtube.
VIDEOGIOCHI+
Prassi tipicamente giapponese di rilasciare pochi mesi dopo l’uscita di un videogioco di successo, un’edizione con una boxart diversa e l’aggiunta di un paio di missioni e un’altra esigua manciata di extra.

Esempio:
si può dire che questa dinamica sia l’equivalente del film spezzato in due nel mondo videoludico.
Ho per le mani un videogioco di successo e voglio spremerlo fino all’ultima goccia, sicchè metto in commercio una seconda versione dello stesso con qualche piccolo bonus puntando sul feticismo dei fan affezionati per una seconda ondata di vendite.
Non si parla di edizioni delux, dove gli extra sono roba corposa come libri, cd, statuette et similia. Si sta parlando di un video che si può vedere anche su Youtube e un paio di boss in più.

Casi celebri:
tutti i Kingdom Hearts
Monster Hunter

Per me:
comprerei il gioco originale, ma dubito che comprerei la riedizione stiticamente ampliata. Per fortuna questa prassi per ora non è ancora sconfinata in occidente, ma in Giappone pare avere un certo mercato.





mercoledì 9 maggio 2012

Avengers dei Caraibi: la maledizione del T.A.R.D.I.S. difettoso


[Si guarda intorno circospetto]
Sto per scrivere una cosa segretissima. Shhhhhhhh, non ditelo a nessuno!
...
..
.
Cosa?
Dite che scrivere dei segreti su internet è antisgamo come un senegalese su un ghiacciaio?
Vabbè, è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo.
Si tratta della sinossi del sequel di Avengers.
Se state pensando che siete about to be Rickrolled, bè si, avete ragione.
Siete al corrente del fatto che un paio d'anni fa (credo fosse un paio d'anni fa o giù di lì) la Marvel Comics, ex Timely Comics è stata rilevata dalla Disney?
Se state pensando che siete about to be Rickrolled, bè, ora vi state sbagliando: è successo davvero.
Quindi ora la Marvel è di proprietà della Disney.
E a suo tempo la cosa fece gelare il sangue a una cospicua fetta di pianeta: l'idea di vedere Spiderman nel film di Biancaneve e gli X-Men in missione a Topolinia in effetti dovrebbe far accapponare la pelle anche a voi. E se non vi si accappona la pelle sappiate che vostra mamma non sarà contenta. Perchè siete delle brutte persone.
Poi è uscito The Avengers, che per inciso è l'unico film che ho avuto la sconsideratezza (e mi amo per questo) di guardare due volte al cinema (roba che manco i dvd li guardo due volte...).
E pur avendolo visto e rivisto non mi è passata nemmeno lontanamente per la testa l'idea che quel film fosse in un certo senso un film Disney. Sì, lo so che propriamente non lo è per tutta una serie di tecnicismi, ma è un film Marvel e la Marvel è Disney.
Sicchè è successa questa catastrofe, che adesso voglio assolutamente vedere un crossover tra i Vendicatori e i Pirati dei Caraibi. E quindi se nessuno lo fa diventerò un regista famoso e lo farò io. Sarà in 3D giusto per dare fastidio. Lo script è già pronto:

    "Allora la storia è praticamente che il Doctor Who in uno dei suoi viaggi va a New York perchè sta per verificarsi un'invasione aliena e quando arriva trova gli Avengers che combattono, allora praticamente il Dottore è un figo della madonna e li fa salire sul Tardis e poi niente sbaglia rotta e finiscono a Tortuga e c'è Jack Sparrow che sta yo ho bevendoci su e si incazza perchè esiste Capitan America perchè l'unico capitano lì è lui e quindi vanno a cercare l'eterna giovinezza e fanno il culo ai francesi, così perchè ci piace. il film finisce che gli alieni invadono i Caraibi e Capitan Jack Sparrow li sconfigge col suo pugno gum gum, Tia Dalma fa una magia e fa tornare gli Avengers nel loro spazio-tempo dove tutti contenti insieme al Doctor Who, Superpippo, Paperinik e Ratman mangiano un bello Shawarma cucinato da Pantera Nera, che lo Shawarma è arabo e Pantera Nera è negro."

FINE.

lunedì 7 maggio 2012

Tutti i motivi per cui la sceneggiatura di The Avengers E’ effettivamente perfetta

IL MIGLIOR FILM SUPEREROICO DI SEMPRE.

Tutti hanno visto The Avengers.
Sta battendo ogni record possibile e immaginabile.
Piace a tutti come nessun film prima d’ora.
Ma è nato mainstream e su internet sono comparse le solite fighettedilegno che si sforzano di trovare dei buchi logici nella sceneggiatura. Ora andiamo a contestare punto per punto i criticoni di sta minchia. Perché sotto sotto (ma neanche tanto sotto) gli è strapiaciuto anche a loro The Avengers, ma pur di farsi sentire certa gente deve proprio abbaiare.

Loki controlla il dottor Selvig
C’è chi dice che alla fine di Thor Loki controlla Selvig e lo si capirebbe dal fatto che lo scienziato ripeta le parole suggeritegli dal dio, e che quindi è un errore di continuity il fatto che l’asgardiano gli faccia il lavaggio del cervello all’inizio di Avengers.
Per caso le persone controllate da Loki vi risulta che dicano le sue stesse parole? A me no.
Quindi non vedo perché pensare che alla fine di Thor Loki si sia già impossessato di Selvig, ma sono più portato a pensare che essendo Loki il dio dell’inganno si stia servendo di questo suo potere per condizionare lo scienziato.
Peraltro l’asgardiano si impossessa delle persone toccandole con lo scettro che aveva tutta l’aria di avere incastonata una gemma di tesseract (?) sulla punta e che gli è stato donato da Thanos, quindi posso supporre che prima di ricevere quello scettro Loki non avesse il potere di impossessarsi della gente.
QUESTIONE CHIUSA.

Loki e il piano senza senso
Gente x si lamenta che farsi catturare dallo Shield sia un piano senza senso da parte di Loki.
Premesso che io non sono neanche così convinto che la prigionia rientrasse nei piani del dio nonostante la frase enigmatica di Fury, e non lo sono perché pur avendo fatto l’esibizionista Loki è stato colto di sorpresa dall’attacco del Capitano, della Lattina e dei Thor, la cui potenza d’attacco congiunta era soverchiante.
Ma se vogliamo privilegiare l’idea della cattura voluta dal prigioniero, io penso che il piano di Loki fosse quello di far incazzare Hulk nell’elivelivolo in modo da combinare un macello proprio nella base dello Shield. Una volta a bordo il dio sa dei super eroi, quindi può puntare sulla zizzania tra di loro (che comunque sembra esserci a prescindere) ma se anche mi si dicesse che i vendicatori nemmeno dovevano esistere in quel momento io potrei ribattere che comunque lo Shield era l’antagonista di Loki e quindi lui poteva benissimo voler mettere zizzania tra di loro e non tra i supereroi.
E badare bene che Loki non vuole far incazzare Hulk per non permettere a Banner di rintracciare il tesseract, bensì per fargli combinare il macello sull’elivelivolo eventualmente affondandolo e trascinandosi nella morte un sacco di suoi potenziali nemici.
QUESTIONE CHIUSA.

La prigione di Hulk
Ammetto che alla prima visione del film la mia reazione è stata “e quindi è solo questo?”.
Ma effettivamente Fury vuole contenere Hulk, non ammazzarlo.
Se l’avesse voluto morto
A) non sarebbe vivo in India
B) non lo avrebbe richiamato
C) il fatto che lo richiami in una situazione di emergenza dimostra che lo ritiene prezioso e affidabile
Motivi per cui Hulk non deve morire ma in caso di trasformazione improvvisa nell’elivelivolo, quella cella serve ad allontanarlo dalla base, che a Fury serve intatta.
Comunque sia dopo il volo dall’aereonave, Hulk viene messo ko, perché si ritrova regredito allo stadio di Banner, quindi vuol dire che la trappola in definitiva avrebbe dovuto funzionare nel suo intento di rendere inoffensivo il verdone.
QUESTIONE CHIUSA.

Alieni senza armi di distruzione di massa
Questa è proprio stupida.
E quindi quei serpentoni volanti megacorazzati come li definireste? Minipony? Dai cazzo!
Hanno una fottutissima enorme astronave madre che è enorme e vuoi che non abbiano nemmeno una bomba? Se non tentano un attacco missilistico e optano per l’invasione forse è perché era quello che volevano fare fin dall’inizio? Lo dice anche Loki, più volte per giunta. E arriva ad affermare parlando col fratello che la terra diverrà il suo regno.
Minchia, un drittone il re che comanda su un pianeta distrutto e disabitato, non pensate anche voi?
QUESTIONE CHIUSA.

La bomba atomica
Un male tipicamente italiano, quello che il miglior allenatore della squadra di calcio è sempre quello seduto davanti alla tv e non in panchina.
Tutti si improvvisano brillanti di fronte alla decisione dei governi mondiali di bombardare New York con l’atomica.
La Grande Mela fa 8.175.133 abitanti che contro i 7 miliardi dell’intero pianeta a conti fatti non mi sembra sto gran prezzo da pagare. Sicuramente è la scelta che verosimilmente prenderebbero i governi del mondo in ipotetiche situazioni del genere, perché Machiavelli insegna ad essere cinici.
Ma che ne direste se magari l’intento era quello di far risaltare il modo perfetto, impeccabile e disinteressato di incarnare la giustizia dei Vendicatori e l’animo integerrimo di Fury in opposizione al marciume delle politiche del mondo che agiscono solo in base ai propri interessi?
E poi porcaccia la puttana, questo è un, anzi, IL film di supereroi, pertanto se volevate la fantapolitica andavate a vedervi qualche film con lo zampino di Tom Clancy.
QUESTIONE CHIUSA.

Perché proprio New York?
Perché i supereroi Marvel è lì che sono. La Marvel è New York e New York è supereroi e i supereroi è Marvel e… insomma le cose sono legate strette strette. E potrei anche chiudere qui la questione senza ulteriori spiegazioni, perché è troppo imbecille la domanda. Ma spiegherò lo stesso.
Perché Loki non attacca diverse città o le basi militari?
Cosa attacca all’inizio del film? Una scuola elementare? Perché a me pareva avere tutta l’aria di una base dello Shield… sarò strano io. Ma ecco tutti i motivi per cui Avengers è New York (e voi nun siete un cazzo).
A) c’è un solo tesseract, quindi è possibile aprire un solo portale per volta: scartata l’ipotesi dell’attacco a più posti
B) ho già detto che nei fumetti gli Avengers sono a New York. C’è sempre pieno di stronzi che si lamentano che i film non sono fedeli al fumetto, e ora si fanno problemi sul fatto che Avengers è ambientato nella Grande Mela? Vaffanculo, se li volevate a Nuova Delhi li facevate fare a Bollywood
C) che senso ha per Loki dispiegare ovunque forze che non sono tecnicamente neanche sotto il suo diretto controllo, se con relativamente poco dispiegamento in un punto nevralgico riesce a ottenere i suoi risultati?
D) già il film proprio breve non è… se veramente la guerra fosse dovuta essere totale, il film sarebbe durato il triplo, con il triplo di soldi da investire. Dovete fare anche i conti con dettagli più contingenti.
QUESTIONE CHIUSA.

Thor sprecato?
Prima di sparare a zero su immaginari buchi in sceneggiatura dovreste tutti inchinarvi a Whedon.
Scrivetela voi una sceneggiatura in cui nelle stesse due ore convivono 5 o 6 primedonne di personaggi con alle spalle decenni di fumetti e diversi film solisti ciascuno, dando alla cosa un senso compiuto.
Dico, fatelo, e poi ne riparliamo, ok?
By the way, Thor è stato magnifico.
QUESTIONE CHIUSA.

La sortita di Occhio di Falco
C’è chi si è stupito che Occhio di Falco sia riuscito a penetrare nell’elivelivolo.
Scusate, ma chi meglio di un agente Shield può entrare in una base degli agenti Shield?
Gli è bastata una freccia esplosiva, poi è sceso, è andato a colpo sicuro, ma alla fine come era naturale le ha prese e lo stesso alla sua squadra non è andata bene, dato che erano in inferiorità numerica.
Dove vedere il buco logico?
QUESTIONE CHIUSA.

Nick Fury e il bazooka
Chi dice che sparare a un aereo che porta un’atomica non è saggio ha ragione. Ma se quell’aereo è progettato per essere di istanza su una cazzo di aereonave che vola o naviga o comunque non sta mai ferma ed è stata anche appena bombardata rischiando di precipitare vuol dire che l’aereo sarà abbastanza resistente e che Fury avrà le sue misure di sicurezza no? Poi per fermare un aereo credo che a livello istintivo chiunque farebbe una cosa del genere.
Infine Fury spara all'ala, quando ancora l'aereo è in fase di decollo, e il risultato è che da solo una grattata per terra. Rischi non ne vedo, visto e considerato che con gli scossoni che prende quella bomba quando l'aereonave si alza in volo riesce comunque a non esplodere.
QUESTIONE CHIUSA.

L’atomica direttamente nel buco
C’è chi dice “ma perché l’atomica non la lanciano direttamente nel buco?”.
Perché l’atomica è su un jet e dietro il buco c’è lo spazio. E dato che i jet non vanno nello spazio, e che evidentemente non abbiamo bombe atomiche telecomandate, la bomba nello spazio ce la deve portare Iron Man, che nonostante sia lui non esce illeso dalla sua breve avventura extraterrestre. Figurarsi come ne sarebbe potuto uscire il jet.
QUESTIONE CHIUSA.

sabato 5 maggio 2012

Suit Up!

Ovvero di come sia delicata la questione dei costumi cinematografici dei supereroi.


Prendiamo il discorso alla lontana: chi legge avrà quasi sicuramente visto almeno una puntata di Dragon Ball in vita sua, ok?
Ebbene, vi siete mai chiesti come possa risultare figo un personaggio come Goku, nella sua tuta arancione e blu, con i pantaloni quasi ascellari e dei capelli dichiaratamente contro la forza di gravità (i Tokio Hotel non hanno inventato niente...), o come Vegeta, tappo e con una stempiatura che fa provincia, stretto nella sua tutina aderente di colore blu che manco un glam metaller?
Io me lo sono chiesto, e sinceramente sono arrivato ad una risposta che trovo esauriente solo per metà.
Ma aggiungiamo un altro dettaglio: avete mai visto un cosplay davvero soddisfacente di un guerriero Saiyan?
Io no.
E questo in parte risponde alla mia domanda: Goku, Vegeta e gli altri combattenti di Dragon Ball risultano fighi all'interno dell'anime e del manga, per una questione di patto narrativo, soprattutto visuale, ma trasporre nella realtà personaggi come loro mantenendone intatta la fighitudine non è possibile.
Lo dimostrano film fallimentari e cosplay fallimentari.
Ma come ho detto prima la risposta "è impossibile" non mi soddisfa totalmente, e a tal proposito mi sposto a parlare dei supereroi americani.
Sono reduce dalla seconda visione di The Avengers, Il Cinefumetto per eccellenza, del quale non farò una recensione e perchè è troppo mainstream recensirlo, e perchè ci sono talmente tanti dettagli di cui parlare che lo recensirò minuto per minuto quando comprerò il blu ray.
In The Avengers sono riusciti a rendere dei supereroi in carne e ossa (e ferro) in modo magistrale, perchè hanno mantenuto tutto il carisma e tutta la potenza visiva di ogni singolo personaggio.
Pensateci: se vedeste per la strada un tizio vestito tutto in azzurro con la bandiera americana addosso, immagino che vi verrebbe da ridere (ed in effetti qualche frecciatina nel film glie la fanno) eppure visto sullo schermo, con la faccia di Chris Evans e calato in un contesto che poterbbe essere verosimilmente la nostra realtà, quel supereroe è un figo.
Per Superman (un tizio con le mutande sopra la calzamaglia, un enorme mantello e i colori della matita della tua maestra delle elementari) Spider Man, Wolverine, Batman e tutti gli altri il discorso è assolutamente analogo.
Trasporre un supereroe in un film live action è sempre un'operazione rischiosa visivamente parlando, proprio perchè si è sempre in bilico tra il figo e il pacchiano e bisogna cercare di rimanere più sulla prima sponda che sulla seconda. C'è un grande lavoro dietro al rendere verosimile e coinvolgente un tipo che combatte gli alieni e i criminali vestito come fosse carnevale.
Mentre The Avengers è un esempio PERFETTO di operazione riuscita, purtroppo a giudicare dai trailer, il nuovo capitolo ribottato dell'Uomo Ragno pare al contrario un fallimento da manuale.
Il nuovo costume di Spidey sembra fatto di copertoni di bicicletta, ha una ripartizione ignobile dei rossi e dei blu, i guanti non si possono guardare e gli occhi sono piccoli e con una trama a rete.
La prima cosa che pensai del reboot dell'Uomo Ragno fu: "ok che il terzo film era un po' sotto tono, ma se ne sentiva veramente il bisogno di un nuovo film, e per di più ricominciato da zero?".
Ora penso che i primi film di Spider Man fossero belli, e che il costume fosse una bomba... non per qualche motivo in particolare, ma piuttosto perchè era UGUALE alla controparte fumettistica. Che voglio dire, se sono sessant'anni che le storie vanno avanti ci sarà un motivo, vorrà dire che ha successo quell'outfit.
Tutto questo post per dire:
Ma se avete alle spalle anni di storie (e leggendole si capisce che i cambi di costume durano poco perchè ai lettori stanno sul cazzo, dato che evidentemente i costumi originali PIACCIONO DI PIU') e personaggi ben codificati, oh costumisti e concept artist dei cinefumetti, MA CHE CAZZO DI DIRITTI PENSATE DI AVERE QUANDO ESERCITATE QUESTE VOSTRE IGNOBILI QUANTO INUTILI VELLEITA' DI MODIFICARE COSTUMI PLURICOLLAUDATI DA MEZZO SECOLO SOLO PER DIRE "GUARDATEMI CI HO MESSO LO ZAMPINO, ANCHE IO SONO PASSATO DI QUA"???





mercoledì 4 aprile 2012

Paletto.

Non se ne vede l'ora


EPIC MOVIE IS EPIC
E questo video lo conferma.
Ovviamente parliamo di The Avengers, l'evento cinefumettistico del decennio.
Vedova Nera mi sembrava il personaggio fatto peggio, perchè Scarlett Johansson ha i capelli più corti ed è più bassina quindi fa un po' effetto salsiccetta.
Poi però vedo questo video.
E capisco due cose:
1) che Scarlett Johansson è veramente figa.
2) che Joss Whedon che ci mette lo zampino e si inventa la scena di liberazione di un prigioniero legato migliore di tutta la cinematografia di sempre, autocitando il suo Buffy con movenze da cacciatrice e paletti è veramente una figata

sabato 24 marzo 2012

L'arte di essere evocativi

Quando da piccolo leggevo le recensioni dei giochi del Game Boy, il voto a cui davo meno importanza era quello del sonoro. Crescendo però ho rivalutato il peso che una buona colonna sonora ha in un videogioco, ma anche in un film o in una serie anime.
Non sono proprio tipo da ascoltarmi la colonna sonora di qualcosa (specie se per dire, ho i Foo Fighters nello stereo) ma questo è un elenco di quelle che preferisco. 

Non è una classifica, è solo un elenco.



I
Dragon Quest VIII, L'odissea del re maledetto
Dragon Quest VIII è un videogioco a cui sono molto legato (come testimonia anche la mia immagine personale) per molti motivi. Proverò qui ad elencarne alcuni: innanzitutto lo giocai in un periodo bello e particolarmente spensierato della mia vita, in quella fetta del mese di giugno che separava la fine della scuola dalla partenza per l'Abruzzo, durante una serie di mattinate soleggiate in cui mi svegliavo tardi. Poi è illustrato da Akira Toriyama, quello di Dragon Ball... e voglio dire... un intero mondo di gioco totalmente esplorabile, tutto disegnato dal Grandissimo, dai castelli agli occhietti dei cani randagi. MERAVIGLIOSO. Ricordo di averlo amato addirittura di più di Final Fantasy X perchè DQ ha qualcosa in più, che poi è l'elemento che maggiormente mi ha colpito e che più mi è rimasto nel cuore di tutto il gioco: il senso di libertà. 

Ricordo mattine ad esplorare campi sconfinati, colline, boschi, villaggi, a parlare con personaggi strambi, a sostare su una scogliera... ed ero tanto emotivamente coinvolto che mi sembrava quasi di sentire il vento nei capelli e di respirare la spuma del mare.
E la colonna sonora si inserisce perfettamente su questa linea di libertà, spensieratezza e atmosfera bucolica. Colonna sonora perfetta da ascoltare durante una passeggiata in primavera o estate.
LOVE IT.



II
Monster Hunter
Di MonHan ho già parlato. Si tratta di un gioco caratterizzato da ambientazioni selvagge, natura incontaminata ed enormi bestie primordiali. La colonna sonora è come l’ultimo tassello di un puzzle che si infila nel suo posto e ci sta a meraviglia. Motivi tribali, rumori della foresta, ai momenti giusti le musiche regalano la giusta tensione. E quando serve diventa veramente epica, un toccasana per caricarti emotivamente mentre stai duellando con un drago sputafuoco!

III
Pirati dei Caraibi
Non c’è che dire.
Credo sia la colonna sonora più fottutamente geniale del decennio.
E la è perché gli inglesi direbbero che è “catchy” ovvero che ti prende, è di quei motivetti che ti si attaccano alla testa e non si scollano neanche a distanza di anni. Poi è facilmente riconoscibile, brilla di luce propria, ha una sua identità. Non ti puoi sbagliare, quando la senti la ricolleghi immediatamente ai pirati. E qui viene il bello: perché il massimo riconoscimento che va fatto a questa colonna sonora è che è davvero evocativa. È perfettamente centrata, puzza di ruhm ed è troppo pirata! Cioè, se il concetto di pirata fosse tradotto con le sette note avremmo quelle melodie: sono fricchettone, canaglie, bohemien, caraibiche e ubriache; comunicano senso dell’avventura, romanticismo, bettole da porto (che non è esattamente un concetto che sia comunicabile, ma ci siamo capiti) e la libertà che solo il mare può regalare. Contribuisce in maniera fondamentale a definire un’ambientazione che è già perfetta. E ti viene voglia di ballare e fare a botte e ti senti a Tortuga.
Yo ho beviamoci su!

IV
Final Fantasy VII
Adoro il gioco, adoro la storia, adoro i personaggi e adoro pure la musica, che sono qui per parlare di questo.
La colonna sonora è immersiva. È caratterizzata talmente bene che sembra essa stessa un personaggio vivo e vitale; FFVII gode di ambientazioni molto diversificate, tra cui la metropoli futuristica, il villaggio minerario in stile inglese, i canyon tipo Stati Uniti, un villaggio in stile tedesco, uno in stile sino-giapponese, uno in montagna ai piedi di un ghiacciaio… e poi si passa di punto in bianco ad ambientazioni come sobborghi, ville, case stregate, fabbriche, appartamenti di soldati, bar sotterranei, foreste, deserti, sottomarini, reattori, tunnel e tanto tanto altro. La musica riesce incredibilmente a tenere il passo coi repentini cambi di ambientazione e lo fa sempre con estrema coerenza e senza mai sembrare innaturale. Ha il grande merito di risultare come la sottolineatura alle righe di un libro, defilata ma presente ed essenziale: nella vita reale non esiste una colonna sonora, cionondimeno ci sono momenti delle nostre vite che li immaginiamo col sottofondo musicale; la colonna sonora di FFVII fa questo effetto: se il gioco fosse la tua vita, l’ipotetica colonna sonora la immagineresti esattamente così, ma pur tenendola al massimo del volume, rimane solo e soltanto un contorno, mai qualcosa che ti distragga.
Piccolo grande accenno alle musiche delle battaglie che sono i sempre amati classiconi della serie FF.
Commento finale?
Non sono mai riuscito a giocare FFVII senza audio. Neanche per un momento. Mi sarebbe sembrato di giocare senza uno dei protagonisti.


V
Shin Megami Tensei Persona 3
C’è tutto e niente da dire riguardo alla o.s.t. di questo fantastico titolo… del gioco parlerò in qualche prossimo post, perché è qualcosa di veramente fenomenale, ma per quanto riguarda la colonna sonora…
bè, il gioco è fondamentalmente diviso in due fasi, una di giorno in cui ci si trova a condurre la vita ordinaria di un liceale giapponese, e una di notte, in cui in parecchi casi ci si troverà a combattere contro bizzarre quanto pericolose entità chiamate shadows. La prima fase del gioco come si può intuire è meno dinamica della seconda.
E qui entra in gioco la colonna sonora, che è costituita da una serie di canzoni. E per canzoni non intendo musiche, ma vere e proprie canzoni, con voce e strumenti e tutto.
Questo è degno di honorable mention, perché un videogioco con una colonna sonora di canzoni vere e proprie, che non fosse uno sportivo, mi mancava. E sono belle canzoni poi, molto orecchiabili.
All’inizio la cosa potrebbe creare un po’ di straniamento, ma con le ore di gioco ci si fa l’abitudine e diventano dannatamente d’atmosfera.
La finezza però sta nell’alternanza canzoni/melodie: le prime sono presenti nelle fasi più statiche del gioco e nei combattimenti più concitati, mentre nelle sezioni esplorative dell’enorme dungeon e durante i passaggi dalla Velvet Room si odono solo melodie.
Sperimentale e decisamente riuscita come colonna sonora.

VI
Il Signore degli Anelli
Una sola parola: commovente.
Ma effettivamente è anche evocativa, epica, dolce, aspra, domestica, selvaggia, familiare, ostile e un sacco di altre cose.
Anche de Il Signore degli Anelli parlerò a parte, perché penso che sia uno dei pinnacoli più alti che la cultura umana abbia mai raggiunto. È uno di quei libri che fra 3-4000 anni si chiederanno se questo J.R.R. Tolkien non fosse un personaggio fittizio, magari lo pseudonimo di tre persone, tali mr. J mr. R e mr. R… magari ci fonderanno una religione.
Ma tornando a noi, la colonna sonora de Il Signore degli Anelli è di classe; è qualcosa di sublime e di perfettamente adatto alla trilogia filmica, che a sua volta trovo essere la miglior trasposizione cinematografica di un libro mai realizzata.
Se i film catturano l’essenza superlativa dei libri, la musica cattura l’essenza superlativa dei film.
Quindi tutto è intonato, accordato in chiave di FANTASTICO.
Se il buon Tolkien ha scritto il corpus dei miti moderni, se ha forgiato l’immaginario collettivo di diverse generazioni di persone, se adesso io penso al fantastico come penso al fantastico lo si deve a lui, e le musiche dei film hanno esattamente una funzione analoga.
Quando le ascolto non sono in casa, in treno, in università, in barca o chissà dove. Quando le ascolto sono tra i boschi millenari, tra le pietre delle fortezze, abitate o diroccate, in una comoda casa hobbit o in una locanda sulla strada polverosa.
Quella musica CREA.
E va adorata per questo.


VIINaruto – prima stagioneDella o.s.t. della prima stagione di Naruto adoro quella maniera così azzeccata di fondere le sonorità del rock moderno e chitarroso all’eco della musica tradizionale nipponica.Questo rispecchia l’estetica di un anime che parla di figure della tradizione giapponese come i ninja, ma li rilegge in chiave moderna e un po’ modaiola.Shamisen, flauti di bambù e urla da tetatro kabuki sono affiancati da assoli di chitarra e incalzanti riff di batteria. È un peccato che una trovata così felice si vada via perdendo con l’andare avanti delle stagioni… A chi piace questo genere di musica, consiglio di ascoltare gli Yoshida Brothers.